Le amazzoni.
Dalla parte delle bambine

30 Luglio 2021

Da poco pubblicato da Rizzoli, Le amazzoni è il primo romanzo di Manuela Piemonte sceneggiatrice, story editor, traduttrice e socia WIFTMI.

Finalista al premio Acqui Storia, Le amazzoni è appena uscito in Olanda per Ambo|Anthos ed è in corso di traduzione in Francia e Portogallo.

Attraverso le sue protagoniste, Le amazzoni ci restituisce un brano perduto del nostro passato di italiane e  un simbolo di forza e creatività’.

 

Siamo nella Libia dominata dagli italiani, è il 1940 quando, in una notte di luna piena, Sara e Angela, nove e sette anni, vedono una donna a cavallo. Una donna fiera e libera, che attraversa di corsa il deserto a pochi metri dalla loro abitazione, come fosse pronta a spiccare il volo. Ben presto scoprono che potrebbe trattarsi di una delle leggendarie amazzoni. Ma di lì a poco insieme alla sorella minore Margherita sono costrette a partire alla volta dell’Italia: è qui che il romanzo si intreccia alla Storia, ispirandosi alla vicenda realmente accaduta, e purtroppo poco conosciuta, dei tredicimila figli dei coloni italiani in Libia. Bambini e bambine che nel giugno 1940 furono portati in Italia per una vacanza nei campi estivi fascisti, dove li sorprese la Seconda Guerra Mondiale. Le amazzoni narra la loro avventura dalla parte delle bambine. Una storia di sorellanza e di lotta, e perciò anche di crescita e formazione.

 

La colonia estiva in cui Sara, Angela e Margherita devono rimanere è una torre avveniristica, anch’essa vera, la Torre Fiat di Marina di Massa, che diventa il loro microcosmo. Senza mai scoraggiarsi di fronte alle difficoltà causate dall’andamento del conflitto, queste tre sorelle vivono nell’attesa del ritorno a casa e, nel frattempo, diventano grandi, con un’unica immagine a guidarle come un faro nella notte: l’amazzone, simbolo di forza interiore, ma anche del potere della fantasia e dell’immaginazione, intese non come fuga ma come volontà di creare un futuro diverso e migliore, per sé e per gli altri. Così Sara, Angela e Margherita scoprono il mondo e le sue contraddizioni, affrontano la disciplina fascista e i suoi rigidi regolamenti, mentre sul loro cammino incontrano donne che dietro l’aria remissiva si oppongono al regime. Donne che sono, a loro modo, delle amazzoni.

 

Manuela ci regala un brano dell’incipit e un primo incontro con Sara, Angela e Margherita:

 

Era il giorno più caldo di tutta l’estate. Il sole batteva fisso in cielo, nel cortile il busto li osservava severo. Il triplo squillo di tromba sancì l’inizio della parata.

 

Marciavano in file di venti, a un passo esatto gli uni dagli altri, a sinistra le femmine, a destra i maschi. Una distesa di braccia e gambe in divisa. Abituati, dopo mesi di allenamento, a sincronizzarsi nella coreografia.

 

Con le bocche chiuse e lo sguardo assorto, le spalle dritte e la pancia in dentro, dopo aver udito le note di tromba, segnale per sciogliere la coreografia, i bambini si alzarono e si misero in marcia. Lì, di fronte al mare liscio da canicola, tre sorelle andavano avanti, un piede dopo l’altro sul bagnasciuga e una scintilla negli occhi da tenere a freno, immaginando il giorno in cui non avrebbero più dovuto essere uguali a tutti, il giorno in cui sarebbero potute scappare via, magari in groppa a un cavallo, come le amazzoni.

 

Buona lettura!

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