La Superdonna del mese.
La mia Raffa

30 Luglio 2021

di Domizia De Rosa

 

Quando si parla di Raffaella Carrà, la sua storia di artista, professionista e icona finisce molto spesso per intersecarsi con quella di chi la narra, perché anche chi non l‘ha mai conosciuta di persona, l’ha sempre sentita parte della propria vita e talora ha tratto forza inaspettata dal solo apparire del suo eterno caschetto.

 

Questa inconfutabile verità è un’ottima scusa per lasciare da parte ogni tentativo di raccontare Raffaella Carrà e parlavi invece della mia Raffa.

 

Mettiamolo subito in chiaro: la mia Raffa è ROCK. In STAMPATELLO. Perché il vero rock pigia sui tasti e su tutto il resto.

 

E visto che il rock se ne infischia degli spoiler, andiamo subito al cuore pulsante della mia Raffa Rock: il suo Verbo.

 

C’è un solo Verbo e il suo nome è RUMORE.

 

E via con il flashback.

 

Na na | Na na na na | Na na na na | Na na na na na na na na na na

 

Inutile tentare di ricordare l’anno del mio primo folgorante incontro con Raffa rockstar. Qualunque sia stato, l’importante è aver subito riconosciuto lo spirito affine che brandiva microfoni volanti e si impossessava di palcoscenici borghesi.

 

Grazie alle molteplici dosi fornite dalla fiammeggiante cuboradio Brionvega e dal monolite monocromo Voxson, il verbo si spargeva per tutta casa, sotto benevolenti sguardi familiari che nulla presagivano della futura dieta musicale che sarebbe stata somministrata a volenti e nolenti dalla loro pargola una volta raggiunta l’età del glam e del grunge.

 

Mentre gli adulti si sentivano estremamente moderni nel non scandalizzarsi alla vista di uno, due, tre ombelichi, la pargola badava alla sostanza, studiando posizioni e movimenti.

 

Nel teleforum casalingo, si discettava spesso dei potenziali vortici di vertigini ai quali rischiavano di soccombere i/le comuni mortali che avessero voluto emulare il vigoroso roteare di testa della Raffa.

 

La pargola continuava invece a prendere note, incurante del potenziale monito lanciato dalla testa smontata della Barbie.

 

Con la serenità di chi ancora non si ammette stonata ma sa invece trasformare qualsiasi oggetto in un microfono, molto tempo prima di scoprire i dervisci rotanti, la pargola capì il potere esilarante delle vertigini e quello meno divertente della gravità.

 

Ahi.

 

Altre cose comprese in verde età:

 

  • se sei sola a casa, è bene fare attenzione ai rumori
  • in generale è meglio fare da sé
  • per una migliore riuscita della coreografia, in assenza di caschetto, fornirsi di parrucca.

 

Molte altre cose restavano oscure, ad esempio quella cosuccia dell’emancipazione femminile,  ma perchè curarsi di indagare o imparare un testo intero quando per la propria versione bastano ritornello e parole clou?

 

Cuore, batticuore ||||  Na na na na na na na na na na ehhh.

 

Fine flashback.

 

Se è vero che era questa la canzone preferita di Raffaella, come si è detto,  lo era di certo della mia Raffa. Lo garantiva la sua determinazione, lo diceva il suo sguardo, lo gridava il suo corpo.

 

Anche le altre Raffaella mi sono state care, ma la mia Raffa è La Raffa che continuerà a parlarmi, indicando il cielo come limite e la terra come rampa di lancio.

 

Che non si dica che poi non servono i role models, ehhh!

 

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