Corpo a Corpo – un percorso a due

30 Ottobre 2021

di Maria Iovine

 

Il 22 ottobre abbiamo presentato Corpo a Corpo ad Alice nella Città nella magnifica cornice dell’Auditorium della Conciliazione. Dopo due anni di lavoro fianco a fianco, di un confronto intimo, tra me e Veronica, la protagonista, abbiamo consegnato al mondo questo nostro vissuto ed è stato per entrambe un po’ come metterci a nudo. Veronica è una ragazza di 25 anni (ne aveva 22 quando abbiamo iniziato a girare il documentario) dalla vita stra-ordinaria. Lei è una studentessa, una giovane donna, un’attivista e un’atleta che si è aggiudicata la medaglia di bronzo nel Triathlon alle ultime Paralimpiadi di Tokyo.

 

Questo film è il nostro percorso insieme in un anno preolimpico che da solo sarebbe bastato a metterci alla prova entrambe, a me come regista all’opera prima, a lei come atleta che si gioca tutto in nome di un obiettivo. Ma è sopraggiunta una pandemia e la cancellazione delle Olimpiadi… e il rischio (produttivo) di non riuscire a finire il film. 
Sono qui a scrivere all’interno di un’associazione di donne e penso che ci sarà tempo di parlare del film, che forse è anche meglio che siano gli e le altre a farlo, quello che vorrei condividere qui con voi è l’esperienza tra donne che Corpo a Corpo porta con sé.

 

Ho deciso di raccontare la storia di Veronica perché questa ragazza con il corpo segnato dalle cicatrici e dalle amputazioni ha il coraggio e la forza di mostrarsi in tutta la sua bellezza, di dire alle altre donne che si può essere ciò che si vuole ignorando i paradigmi che ci vengono imposti dall’esterno. Quando ho iniziato questo percorso con lei pensavo di sapere tutto di accettazione del corpo, di autodeterminazione, di testimonianza al femminile. Invece lei ha spostato il mio limite un po’ più in là insegnandomi che non esiste accettazione, la rivoluzione autentica è quella in cui vivi la tua libertà e il tuo corpo senza alcuna rivendicazione: io sono qui, ora, attraverso il mondo con la mia esperienza, la mia vita e ne sono testimonianza viva.

 

Questo documentario è il percorso di due donne insieme. Insieme abbiamo creato Corpo a Corpo, Veronica con la sua vita, io con il mio sguardo, per offrirlo a tutte e a tutti.

 

Questo documentario è anche il percorso di tante donne insieme. Durante questi due anni e mezzo ci sono stati dei momenti difficili e per me è stato importantissimo il confronto con altre donne e professioniste che ho incontrato qui a WIFTM Italia. All’inizio avevo un po’ il timore reverenziale della regista all’opera prima che non aveva il diritto di disturbare le più grandi con progetti e responsabilità ben più importanti, ma mi sono dovuta ricredere. C’è sempre stata qualcuna pronta a spronarmi, a darmi dei consigli e anche a farmi qualche strigliata se serviva. É bello sentirsi parte di qualcosa di più grande, è bello sapere che non sei sola, che dietro di te ci sono delle donne che quella strada l’hanno già percorsa prima di te e ti hanno lasciato degli appigli a cui aggrapparti in caso di difficoltà.

 

È questo il senso di questa associazione, approfittiamone e facciamola diventare un nostro punto di forza. Per me lo è stato.

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