Leadership al femminile:
nemici e superpoteri

29 Maggio 2021

di Donatella Colantoni

Consulente in ambito di Leadership e Strategie di People Management

 

Abbiamo iniziato il nostro percorso alla scoperta della leadership, chiedendoci se questa ha a che fare più con il potere, derivante dal ruolo, o dalla potenza, che invece riguarda il “poter essere”. Abbiamo chiuso la nostra prima tappa scoprendo che le due dimensioni possono convivere nell’espressione di un “potere potente”, ma che il primo è solo forma se non accompagnato dal secondo, e che il viaggio per noi donne risiede proprio nella capacità di interiorizzare l’identità di leader.

 

Quali ostacoli troviamo in questo viaggio?

 

Il primo è nella storia: per secoli noi donne siamo state riconosciute solo come madri, mogli e figlie, con poco tempo e poche occasioni per entrare in contatto con il nostro potere personale. Non aver potuto partecipare alla vita pubblica, se non negli ultimi anni, rende il nostro rapporto con il potere ancora da scoprire e plasmare.

 

Oltre all’evoluzione storica, abbiamo i maledetti stereotipi di genere, quegli schemi mentali semplificati secondo cui l’appartenenza ad un genere determina l’esistenza di alcune caratteristiche, che in via sintetica si associano a concetti di assertività, forza e controllo del mondo esterno per il genere maschile e sensibilità, emotività e capacità relazionali per noi donne. Questi stereotipi trovano un’applicazione nel mondo del lavoro, associando diverse professioni alle caratteristiche “stereotipate” legate al genere.

 

Veniamo però a noi, ragazze di oggi, qualificate, evolute e spesso più consapevoli della nostra identità. Nella nostra rappresentazione del potere spesso questo viene associato a connotazioni positive (di energia, forza e cambiamento) ma anche negative (di oppressione, prepotenze, manipolazione). Se nel maschile queste due dimensioni possono convivere in modo più sereno, noi donne vorremmo allontanare il contenuto negativo. Questo determina spesso uno spontaneo allontanamento dal potere.

 

Come uscirne?

 

Se questo è un viaggio direi che siamo arrivate al cuore della nostra ricerca: la potenza passa da un viaggio interiore che richiede una forte connessione con il sé ma anche con l’altro, senza annullare né farsi annullare. Esprimere potenza nel femminile ha a che fare con la capacità di connettere (persone, opinioni, progetti, obiettivi..) usando il potere di creare relazioni e unire, che è il nucleo identitario del nostro modo di esprimere il potere.

 

Come fare?

 

Nella prossima tappa del nostro viaggio conosceremo i nostri alleati: che si chiamano consapevolezza e accettazione di sé, desiderio e difesa dei confini, crescita e obiettivi chiari. Sono i nostri superpoteri, conquistati in sequenza ci donano la chiave verso un’espressione autentica del nostro potere, che è l’unico modo per esprimere una leadership autorevole!

Alla prossima!

 

 

Donatella  Colantoni vive a Roma ed è socia di WIFTM Italia dal gennaio 2021. Ha un’esperienza più che ventennale nella gestione delle persone sviluppata in multinazionali di cui Fox Networks è stata la più rilevante È consulente in ambito di leadership e organizzazione, coach, mamma e appassionata di viaggi e teatro.

 

Se avete perso il prima tappa del percorso, la trovate qui:

 

Essere leader.Questione di potere o potenza?

L’immagine che illustra l’articolo è un autoritratto di Katy Castellucci (1905-1985), i cui lavori potete scoprire in mostra a Roma a Villa Torlonia fino al 10 ottobre 2021:  http://www.museivillatorlonia.it/

 

 

 

 

 

 

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