Chattando con il Direttivo:
Carlotta Cerquetti

29 Maggio 2021

Questo mese le nostre conversazioni a tu per tu con le nostre elette proseguono con Carlotta Cerquetti, qui al suo primo mandato come consigliera, ma attiva fin dal 2018 nell’area Ricerca.

 

 

Ciao Carlotta! Partiamo dall’inizio del tuo percorso. Che cosa ti ha spinto a entrare in associazione?

 

Sono entrata in WIFTMI perché come un miraggio si è materializzato qualcosa che da sempre avrei voluto esistesse, un’associazione nata per sostenere le donne che lavorano nel cinema (e non solo), per creare una rete che permetta loro di entrare in relazione, di scambiare progetti e contatti, di conoscere quello che accade nell’ambiente che ci riguarda e per combattere unite/i contro il sessismo e le discriminazioni.

 

 

Che cosa ti ha spinto a candidarti a Consigliera?

 

Mi sono candidata per il Direttivo WIFTMI perché penso che se si vuole che le cose cambino ci si deve impegnare in prima persona, possibilmente facendo proposte e accogliendo con attenzione quelle che arrivano. Ho conosciuto WIFTMI tramite un’amica che lavora in produzione che mi ha invitato a questo battesimo dell’associazione avvenuto alla Casa del Cinema di Roma e per la prima volte mi sono trovata circondata da una gran quantità di professioniste del cinema, non solo volti noti ma anche e soprattutto donne che lavorano affinché i film si realizzino e diffondano. Ho trovato quella serata bellissima, anche perché si respirava quell’allegria che spesso si genera quando tante donne si riuniscono per un’occasione propositiva, allegria che comunque non scalfisce la serietà delle proposte che vengono messe sul tavolo. Un approccio che mi ha ricordato molto quello dei paesi anglosassoni dove ho avuto la fortuna di farmi le ossa.

 

 

Come regista, quale ruolo affideresti a WIFTMI? E quale a te stessa?

 

Credo che in questi ultimi anni ci sia in atto un cambiamento enorme. Sicuramente il #MeToo ha dato la stura a un desiderio di rispetto e di uguaglianza che finalmente si è manifestato in maniera globale, prendendo man mano forme più evolute. In Italia questo cambiamento arranca e penso che il ruolo di WIFTMI sia fondamentale per sensibilizzare il nostro mondo un po’ incollato alle tradizioni, che non sempre sono da criticare, ma che a volte sono improntate anche su un tradizionale maschilismo che oggi non è più accettabile. L’ultima consegna dei David di Donatello ci ha mostrato per l’ennesima volta quanta strada, nonostante gli sforzi della presidente Detassis, ci sia ancora da fare: i film delle registe candidate – che pur erano in cinquina con film di indubbio peso – come fagocitati in un buco nero, un presentatore che accoglieva le donne premiate commentando più di una volta “bella…ma anche brava”, ringraziamenti a mogli restate a casa ad occuparsi dei figli per favorire il lavoro del marito, uomini che ringraziavano altri uomini come se le troupe fossero monosesso… insomma, uno scorcio piuttosto eloquente della mentalità che ancora predomina nel nostro paese.

Per quello che mi riguarda, vorrei che il mio impegno in WIFTMI contribuisse a creare un ambiente di lavoro e creativo più favorevole per le donne, perché vorrei che le più giovani avessero meno difficoltà di quelle che ho avuto io a entrarvi e non trovassero muri di sfiducia e disparità di trattamento rispetto ai colleghi maschi.  È importante che la narrazione del mondo venga arricchita dalla diversità del punto di vista femminile e credo che tutte/i, donne e uomini, dovrebbero lottare affinché questo cambiamento avvenga.

 

Grazie Carlotta per tenerci sulla giusta strada e buon lavoro!

 

Carlotta è regista, filmmaker e fotografa. l suo ultimo documentario “Linfa” è disponibile su Amazon Prime Video.

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