Le donne del fururo prossimo –
Victoria Bousis

29 Settembre 2023

Buongiorno cari lettori e care lettrici, ben ritrovati!

 

Qui è la vostra Dalia, pronta a raccontarvi la storia di una nuova donna del futuro prossimo.

 

Spero che abbiate passato un buon mese e che vi siate lasciati incuriosire dal lavoro della “Madrina della realtà virtuale”, Nonny de la Peña.  Chissà se qualcuno di voi ha deciso di addentrarsi nel suo mondo VR e lasciarsi ispirare dalle sue storie di cronaca immersive!

 

Per chi leggesse questa rubrica per la prima volta,

a questo link trovate la storia di questa pluripremiata giornalista, documentarista ed imprenditrice americana, pioniera nell’ambito delle tecnologie immersive da anni.

 

Ma procediamo ora con la protagonista del mese, Victoria Bousis.

 

Victoria è una pluripremiata regista XR, scrittrice narrativa e produttrice di piattaforme immersive, Web 3.0 e spaziali che utilizzano l’Unreal Game Engine.

Con una conoscenza e una posizione unica tra creatività e tecnologia, è una delle poche registe che ha effettivamente creato mondi virtuali e ha mostrato il potenziale del Web 3.0.

In particolare nell’ambito della moda, ha collaborato recentemente con Dundas e DressX per il Metaverse Fashion Show di Decentraland, introducendo avatar e indossabili personalizzati che completano la collezione fisica presentata alla Settimana della moda di Parigi 2023.

 

All’interno di questo Ted Talk Victoria racconta come le tecnologie immersive come la VR offrono uno strumento unico non solo per sentire di nuovo le nostre emozioni in modo profondo, ma anche per promuovere una comprensione e una compassione più profonde verso le circostanze degli altri.

Per lei questa illuminazione è avvenuta in un giorno d’inverno, a Boston, nevicava.

Aveva scalato tutti gli step canonici, era laureata, stava lavorando al primo film. Eppure si sentiva bloccata, soffocata dalle aspettative di amici e parenti. In quel momento indossa l’headset e resta incantata e divertita nel vedere le farfalle ma al contempo stranita nel trovarsi a ridere con un robot che scuote la testa. Sente una connessione con quel robot e realizza che qualcuno in qualche altro posto nel mondo aveva provato la stessa sensazione.  Con questa semplice esperienza Victoria ritrova se stessa e la voglia di tornare all’essenzialità della sua storia, della sua passione. Decide di voler raccontare “la storia non raccontata, una storia immersiva, per ricordare alle persone di tornare a vivere, per ricordargli della bellezza che ciascuno ha dentro di sé.”

 

In quell’occasione le torna in mente un libro, trovato in Cambogia anni prima, che raccontava della storia di una famiglia, costretta a separarsi durante il regime dei Khmer Rossi. La storia vera di un padre, Pin Yathay, che ha dovuto lasciare il figlio di appena sei anni per dargli più opportunità di sopravvivere.

 

Victoria ha voluto raccontare questa storia in VR. Per far vivere alle persone la stessa esperienza di quell’uomo, attraverso i suoi occhi, ha utilizzato tecniche di realtà virtuale interattiva (6 Degrees of Freedom) e Volumetric Capture. Durante questa esperienza il giocatore, che incarna Yathay, è chiamato ad agire in prima persona e svelare i ricordi bloccati nella sua prigione mentale completando vari enigmi. Vivendo il viaggio di Yathay, si scopre la sua ragione di vita: recuperare tutto ciò che ha perso e ricongiungersi con suo figlio. E con questo viaggio porta alla scoperta della storia travagliata e della ricca cultura della Cambogia. A questo link trovate il toccante trailer del primo episodio: Stay Alive,  My Son (“Tu Vivrais, Mon Fils”) by Victoria Bousis.

 

 

Victoria aveva deciso quale sarebbe stata la sua storia e voleva raccontarla. Ma non aveva le competenze nel gaming e non aveva il team per realizzarla.

 

Questa constatazione la atterriva, al punto che ha deciso di partire ed intraprendere un viaggio che l’ha portata nel sud della Grecia, nel posto in cui era nata sua nonna. In quell’occasione, la riscoperta di quei luoghi, delle sue origini, di sé stessa, l’hanno portata a togliere uno alla volta i suoi strati per rivelare il suo io autentico. Nella banalità dei piccoli gesti quotidiani ha ritrovato sé stessa e l’ispirazione per ripartire. Ha iniziato a informarsi su YouTube per imparare tecniche di game development e game design e nel giro di poco tempo ha creato un team di 14 persone con cui ha dato via a UME, uno studio di tecnologie creative, focalizzato sul racconto di storie non ancora raccontate attraverso le tecnologie immersive ed emergenti, con l’obiettivo di provocare un cambiamento sociale.

 

Insieme al suo team Victoria ha sviluppato l’idea del compACTION VR, una combinazione di strumenti cinematografici, di gaming development e di VR.

 

La VR è infatti, ad oggi, l’unico medium che permette di entrare nei panni di un’altra persona, fare esperienza della sua storia ed uscirne non solo arricchito ma profondamente trasformato.

L’immersione in VR è in grado di coinvolgere tutti i sensi, al punto che il cervello è portato a credere che quell’esperienza virtuale, sia a tutti gli effetti un’esperienza che sta facendo in quel momento. Questo apre le porte non solo alla visione della storia (story-watching), ma all’esperienza in prima persona della storia (story-living).

Dopo un anno di lavorazione Victoria e il suo team crea Stay Alive My Son, riconosciuto dalla Producers Guild of America per il suo stile narrativo innovativo, e successivamente selezionato nella vetrina di sviluppo di Cannes, e presentato in anteprima a prestigiosi festival cinematografici come Venezia, Berlino Human Rights, Thessaloniki e FilmGate, vincendo numerosi premi. Nel 2023, Chapter Two è stato presentato in anteprima al SXSW e ha ricevuto il PGA Innovation Award, entrando nella storia nuovamente per il suo approccio narrativo innovativo. In collaborazione con l’UNHCR, Stay Alive My Son sta catalizzando il cambiamento, stimolando il pubblico e i politici a sostenere la conservazione e il ricongiungimento familiare.

 

 

Victoria racconta con orgoglio l’impatto di questo film trasformativo, ed il modo in cui abbia influenzato le politiche globali per riunire le famiglie e proteggere l’unità familiare:

“è molto più di un documentario interattivo, è diventato una ricerca personale per cambiare la narrazione della separazione familiare”.

 

Victoria può essere quindi considerata una pioniera nell’ambito dello story-living immersivo. Gli strumenti che utilizza sono la VR e i giochi narrativi. Il suo obiettivo è quello di comunicare con le generazioni future in maniera efficace.

 

“Credo che il futuro dell’intrattenimento si trovi sfruttando l’informatica spaziale e combinando gioco, narrazione e tecnologia per offrire esperienze emozionanti al pubblico e per coinvolgerlo in modo diverso”. 

 

Con questa brillante riflessione, vi saluto e mi auguro che l’artista di oggi vi abbia affascinato tanto quanto me.

 

Al prossimo incontro cari lettori e care lettrici!

 

Vostra,

Sempre,

Dalia

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