WIFTMI al Filming Italy Los Angeles
28 febbraio – 3 marzo 2022

24 Febbraio 2022

Parte oggi la settima edizione di Filming Italy Los Angeles, il festival che promuove l’Italia come set cinematografico e che si pone come ponte tra la cultura italiana e americana.

 

Creato e organizzato da Agnus Dei di Tiziana Rocca e dall’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, in collaborazione con APA (Associazione Produttori Audiovisivi), Filming Italy Los Angeles, la cui direzione artistica è affidata a Tiziana Rocca, è presentato sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia di Los Angeles.

 

Il festival si svolge in formato ibrido – in presenza e online sulla piattaforma streaming MyMovies. Le proiezioni online saranno visibili solo negli Stati Uniti. Saranno invece disponibili anche per il pubblico italiano le masterclass con i/le loro ospiti nazionali e internazionali.

 

In collaborazione con il festival, Women in Film, Television & Media Italia seleziona ogni anno due cortometraggi e un contenuto speciale che con le loro storie e le loro scelte artistiche aggiungono un tassello alla narrazione contemporanea e inclusiva che l’associazione promuove.

 

I titoli selezionati a seguito della call lanciata a dicembre che partecipano a questa edizione dell’evento sono:

 

Captain Didier di Margherita Ferri (cortometraggio)

La Napoli di mio Padre di Alessia Bottone (cortometraggio)

Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini Melehi (documentario lungometraggio).

 

La Presidente Domizia De Rosa ci racconta com’è andata la selezione:

 

“Quest’anno abbiamo ricevuto le candidature di molte opere interessanti che ci hanno fatto scoprire vite reali o immaginate, accomunate tutte dalla ricerca della propria strada e della propria coerenza, nonostante gli ostacoli posti, in primo luogo, da società culturalmente arretrate. La scelta non è stata facile, a riprova della creatività delle autrici e creatrici che WIFTM Italia vuole supportare con opportunità come questa che unisce paesi che da sempre si vedono e si interpretano attraverso gli schermi. E’ fondamentale che proprio gli schermi, fisici o digitali, possano accogliere la maggiore varietà di sguardi e di storie e che l’interesse per le professioniste che li rendono visibili venga sostenuta e cresca. Le autrici devono diventare patrimonio comune e non solo femminile”

 

Queste le motivazione della selezione:

 

Con La Napoli di mio padre, accompagniamo Alessia Bottone in un viaggio che le svela e ci racconta la storia di suo padre, Giuseppe.

Ne cerchiamo le tracce nel suo quartiere, Vicaria, e nella sua città, Napoli, in un tempo passato affollato di vita e miseria, di porte aperte e di duro lavoro. La storia di un padre diventa la storia di molti e molte, che nell’emigrazione hanno dovuto cercare il proprio futuro, diventando lo straniero, l’altro. Con una raffinata selezione di materiali di archivio e un ardito ma necessario balzo nel presente a bordo della Sea Watch, Bottone riafferma la necessità di cercare sempre di raggiungere quella libertà dal giudizio e dal pregiudizio, che è al cuore del lavoro stesso di WIFTM Italia.

 

Con Captan Didier Margherita Margherita Ferri ci consegna un apologo universale ma anche la possibile storia di una singola famiglia segnata dall’assenza della madre, ricca di un figlio sognatore e di un padre che vuole a tutti i costi nutrire i corpi e l’immaginazione. Realizzato nell’ambito della seconda edizione di Una storia per EMERGENCY, il corto trascende il tempo presente con la sua universalità parlandoci di speranza, di solidarietà, di empatia con una regia efficace e limpida. Il corto ci racconta inoltre una paternità calda, accogliente, generativa, portando nuova necessaria linfa alla narrazione del maschile, il cui rinnovamento è necessario tanto quanto quello del racconto del femminile.

 

Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini–Melehi è il titolo che ci piace riscoprire in questa edizione. Nel suo percorso dentro e fuori la Storia, le vite della famiglia Maraini si rivelano moderne e palpitanti, con le sue donne volitive e determinate a rubare la scena. L’intarsio della narrazione che unisce interviste, materiali d’archivio con scenografie, animazioni e marionette ispirate dalla tradizione giapponese del Dogugaeshi  ci porge con delicatezza eventi drammatici e ci trasporta in un luogo forse onirico dove una giovane Topazia Alliata si misura ancora con il suo tempo e dove sua nipote Mujah riconosce se stessa..

 

Per saperne di più sul ricco programma del festival: Comunicato Stampa | Filming Italy Los Angeles

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