WIFTMI e MedFilm Festival 12.11.2020

29 Novembre 2020

Dal 9 al 20 novembre scorso si è svolto il MedFilm Festival, evento dedicato alla promozione e alla diffusione del cinema mediterraneo.

 

Il festival, di cui è presidente e fondatrice Ginella Vocca, opera per la promozione del dialogo interculturale e la cooperazione commerciale tra l’Europa ed i paesi della sponda Sud del Mediterraneo e del Medioriente, attraverso il cinema di qualità e gli audiovisivi, finestre aperte sul mondo per riconoscere e apprezzare la diversità come un valore e la cultura come volano per l’economia.

 

Gli obiettivi del MedFilm Festival sono la tutela dei diritti umani e il dialogo interculturale, l’educazione e la formazione dei giovani in ambito socio-culturale, la lotta al razzismo e alla xenofobia, la promozione e la diffusione della cultura europea e mediterranea.

 

Dal 2016 il MedFilm Festival ha avviato la piattaforma professionale MEDMeetings, con l’obiettivo di offrire uno spazio dedicato all’incontro tra i professionisti del cinema euro-mediterraneo al fine di incoraggiare e sostenere scambi, collaborazioni e coproduzioni: un’opportunità culturale e industriale.

 

Il MEDMeeting del 12 novembre scorso, moderato da Angela Prudenzi è stato focalizzato sulle possibilità di collaborazione tra progetti dell’area euro-mediterranea.

 

Si è parlato di coproduzioni, dei progetti già presentati al Bando MiBACT per lo sviluppo in coproduzione tra Italia e Tunisia, c’è stato un Focus dedicato alle modalità di accesso al Bando Cinema International e si è discusso delle prospettive culturali e possibili partnership produttive.

 

A quest’ultimo incontro hanno partecipato Vincenzo Vita per Aamod, Carlotta Cerquetti per Women in Film TV & Media Italia e Stefania Casini per Doc. it.

 

L’intervento di WiFT&M Italia ha voluto stendere un ponte per possibili collaborazioni tra il network internazionale WIF e i paesi dell’area Medio Oriente/Nord Africa.

 

Lasciamo quindi la parola a Carlotta Cerquetti.

 

“Essendo l’obiettivo di WiFT&M quello di favorire un cambiamento culturale e sociale incoraggiando una narrazione che contenga ruoli femminili lontani dagli stereotipi e rappresentativi di quello che le donne sono nella realtà, è naturale per l’associazione essere interessate alla collaborazione con le donne che lavorano nell’ambito del cinema e dei media nell’area Medio Oriente/Nord Africa e alla condivisione di progetti.

 

Sappiamo che si tratta spesso di paesi in cui le donne si scontrano quotidianamente con barriere sociali, culturali e economiche. Che in molti casi le devono combattere per studiare, per lavorare per diventare forti e indipendenti in una società maschilista e tradizionalista.

 

Sappiamo che sostenerle nel loro lavoro vuol dire avere la possibilità di conoscere culture di cui spesso abbiamo solo un’immagine stereotipata molto dannosa.

 

Mentre le artiste, con i loro lavori, possono contribuire a un dialogo che favorisca pace, cultura e sviluppo.

 

Women in Film è già presente in Sudafrica, Nigeria e Kenya.

 

Ad esempio l’agosto scorso, all’evento Carla 2020 organizzato da WIFT International, si è svolta una tavola rotonda sullo sviluppo e sull’impatto dell’industria del cinema africano dal titolo Focus Africa: telling african stories: power, history, demand and finance*.

 

Sarebbe interessante lavorare per la creazione di una sede anche nell’area Medio Oriente/Nord Africa.

 

Sappiamo che in questi paesi sono già attive tante registe e tante donne che lavorano nel cinema media. Che fanno un lavoro coraggioso e straordinario. Che ci mostrano una visione approfondita, coraggiosa e a volte ironica di una cultura che conosciamo spesso solo in maniera superficiale e stereotipata.

 

Tra le opere più recenti sono arrivati da noi Un divano a Tunisi di Manele Labidi, che mostra una realtà moderna, affronta il tema dell’apparire e delle relazioni uomo-donna. Una storia di amore e desiderio della tunisina Leyla Bouzid,  che ha vinto premio del pubblico alle giornate degli Autori di Venezia, la storia di una giovane cantante che cerca di vivere il suo bisogno di libertà, lontano dalla società e dalla famiglia. Non conosci Papicha, della franco-algerina Mounia Meddour, dove le energie delle giovani algerine si scontrano con la paura che genera il terrorismo islamico. Il documentario For Sama, della giornalista siriana Al Khateab, premiato anche al MedFilm Festival, che ha vinto l’Oscar. C’è Haifaa Al Mansour in Arabia Saudita, Nadine Labaki in Libano.

 

Queste sono le opere che sono riuscite a entrare nel circuito internazionale, ma ce ne sono tantissime i cui lavori non riescono a trovare uno sbocco esterno.  Ad esempio sappiamo che in Palestina e in Libano le donne filmmaker sono il 50%. Che esiste un 26% di registe arabe indipendenti e le quote sono alte anche in Marocco, Tunisia.

 

Fortunatamente ci sono festival come MedFilm Festival che riescono tramite il loro circuito a far arrivare anche a noi molti di questi lavori.

 

Women In Film Television & Media Italia è pronta a essere coinvolta in progetti che coinvolgano quell’area favorendo scambi di contatti, suscitando l’interesse del network di professioniste WiF, sostenendo la cooperazione e la diffusione dei lavori frutto di tale collaborazione, mettendo maggiormente in luce le registe dell’area Medio Oriente/Nord Africa ma anche sostenendo progetti di registe e produttrici italiane desiderose di aprirsi a nuove storie, nuove esplorazioni.

 

Med Film Festival ha avviato un processo che ci auguriamo porti molti frutti”.

 

* disponibile online a questo LINK

 

 

 

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