Tutto è possibile

28 Luglio 2022

Disponibile su Prime Video da venerdì 22 luglio, Tutto è possibile (titolo originale Anything’s Possible), diretto da Billy Porter e scritto da Ximena García Lecuona è una storia di formazione che racconta la Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012), la generazione dell’autodeterminazione, dell’accoglienza, della fluidità.

 

Da una parte Kelsa, interpretata da Eva Reign, una liceale trans sicura di sé; dall’altra il suo compagno di classe Khal (Abubakr Ali) che si invaghisce di lei e trova il coraggio di chiederle di uscire nonostante i dubbi sulle reazioni degli altri. Una storia sentimentale che racconta la gioia, la tenerezza e il dolore di un giovane amore.

 

L’intera scuola è estremamente felice di ciò che sta accadendo anche se il nuovo rapporto con Khal finisce per rovinare l’amicizia di Kelsa per una sua amica, anche lei innamorata di Khal.

 

Il regista Billy Porter, nato a Pittsburgh 52 anni fa, gay dichiarato e sposato, ha confessato di essere sieropositivo solo poco tempo fa. Famiglia religiosa all’ennesima potenza, è cresciuto negli ambienti della chiesa pentecostale dove essere sieropositivo veniva considerato una punizione di Dio. In terapia da più di 20 anni, nel suo percorso ha anche dovuto affrontare gli abusi sessuali subiti dal suo patrigno.

Ha recitato principalmente in teatro, lavorando in numerosi musical e opere di prosa, ma la svolta è arrivata nel 2018 quando ha ottenuto il ruolo di protagonista nella serie Pose, grazie al quale ha vinto anche un Emmy Award. Pose è stata un’altra terapia, perché è stato in grado di trasmettere il trauma della sua diagnosi attraverso il suo personaggio sieropositivo, Pray Tell. Temi come la discriminazione e il razzismo, proprio per la sua esperienza personale, gli stanno più a cuore di altri.

 

Tutto è possibile è una favola e rappresenta quello che il mondo potrebbe e dovrebbe essere, è un film che racconta il rispetto che dobbiamo avere per ogni essere umano e che mostra quello che l’amore incondizionato dovrebbe essere.

 

Un film necessario, che infonde ispirazione e speranza, che può educare e intrattenere allo stesso tempo. Racconta la storia di due giovani che sono a terra, ma sono pieni di sogni, due anime gemelle che fortunatamente si riconoscono in un luogo come la scuola che non sempre facilita questo tipo di connessioni.

 

L’Academy di Hollywood ha stabilito nuovi requisiti nella corsa agli Oscar a partire dal 2024, i film devono favorire l’equa rappresentanza di origine, genere, orientamento sessuale e persone con disabilità.

 

Porter ha dichiarato che bisogna creare uno spazio dove questi nuovi gruppi di persone che sono state ignorate nel passato vengano invece rappresentate.

 

Il film è prima di tutto una storia unica sia per gli adolescenti transgender sia per la comunità trans nel suo insieme. Una protagonista transgender che è supportata e sostenuta dalla famiglia e dagli amici non è qualcosa che si vede tutti i giorni sullo schermo. Si percepisce come l’obiettivo principale sia quello di annientare molti degli stereotipi e dei luoghi comuni con cui le persone spesso emarginate vengono rappresentate sullo schermo.

 

Per quanto sia un film che racconti di crescita, vuole mostrare prima di tutto come anche le persone trans, in particolare le giovani donne trans nere, meritino amore incondizionato e senza riserve.

 

La città di Pittsburgh fino a non molti anni fa era una delle più operaie degli Stati Uniti e per questo considerata “povera”. Il regista ha voluto dimostrare che la vera povertà è quella di spirito e non quella che porta avanti inclusività e accettazione.

 

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