The Woman King

30 Settembre 2022

Abbiamo ancora negli occhi le immagini imponenti dei funerali della Regina Elisabetta e l’idea di un film che parli di una monarchia al cui vertice c’è una donna molto potente e abile non può che essere di estrema attualità.

 

The Woman King sarà in autunno solo al cinema, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. E’ stato presentato al Toronto International Film Festival dalla protagonista premio Oscar Viola Davis (Barriere, The Help, Il Dubbio, Ma’ Raineys Black Bottom) che lo ha dedicato è alle persone che hanno deciso di rischiare sfidando apertamente tutti coloro che non hanno mai creduto che una donna nera potesse essere protagonista di un lungometraggio e in grado di portarlo in cima alle classifiche.

 

Esattamente dove il film si trova ora, dopo l’arrivo nelle sale americane con un debutto sorprendente: ha incassato ben 19 milioni di dollari in tre giorni superando tutte le aspettative.

 

Il progetto diretto da Gina Prince-Bythewood (Beyond the Lights, The Old Guard) ha tra i suoi interpreti oltre a Viola Davis, Thuso Mbedu, Lashana Lynch (No Time to Die), Sheila Atim (Pinocchio, Doctor Strange in the Multiverse of Madness), Hero Fiennes Tiffin (Harry Potter and the Half-Blood Prince, After, First Love) e John Boyega (Star Wars, Pacific Rim).

 

E’ un racconto epico ispirato a fatti realmente accaduti: è la straordinaria storia delle Agojie, un gruppo di donne guerriere, che nell’Ottocento proteggeva il regno del Dahomey, uno degli stati dell’Africa occidentale più potenti tra il XVIII e il XIX. Il Dahomey era un importante centro della tratta degli schiavi e conduceva incursioni di schiavi nelle aree circostanti, catturando brutalmente e schiavizzando le persone. Durante la metà del 1800, gli inglesi inviarono più rappresentanti per convincere il capo di stato dell’epoca, re Ghezo, ad abolire la tratta degli schiavi, ma rifiutò.

 

Gli inglesi imposero un blocco navale ai porti del Dahomey per costringerli a porre fine alla tratta degli schiavi dal 1851 al 1852 e nel gennaio 1852 il re Ghezo alla fine cedette, firmando un trattato con gli ingles.

 

Viola Davis è Nanisca, generale e leader coraggiosa delle Agojie. Le guerriere, attraverso un rigido programma, addestrano le reclute per entrare nel reggimento. Tra loro c’è Nawi (Thuso Mbedu), una giovane, orfana dalla nascita e cresciuta da un tutore violento che ora vuole imporle un matrimonio per motivi economici. Nawi dimostra di avere grandi doti di guerriera, sebbene poco incline al rispetto delle regole del reggimento che impongono il divieto di sposarsi e avere figli.

 

L’idea di stare realizzando qualcosa di importante è  stata percepita da tutte le attrici che hanno dichiarato che durante la lavorazione di questo film erano tutte consapevoli di cosa significa essere un team prevalentemente al femminile, sia davanti che dietro la macchina da presa, e di essere prevalentemente donne di colore.

 

La sceneggiatura è stata scritta da Dana Stevens, la direttrice della fotografia è Polly Morgan, mentre i produttori sono Cathy Schulman, Viola Davis, Julius Tennon e Maria Bello.

 

Le musiche originali del film sono del due volte candidato premio Oscar Terence Blanchard (BlacKkKlansman, Da 5 Bloods – Come fratelli,…), collaboratore di lunga data di Spike Lee e alla sua seconda collaborazione con la regista Prince-Bythewood dopo Love & Basketball, e Lebo M. (A Woman of Color, Long Night’s Journey Into Day).

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