A tutto schermo –
The Bold Type – Ragazze audaci

28 Aprile 2021

The Bold Type – ragazze audaci, la serie attualmente su Netflix, realizzata da Sarah Watson e diretta da diversi registi è ambientata a New York ed è ispirata alla vita di Joanna Coles, ex capo redattore di Cosmopolitan.

 

Si tratta delle avventure di tre amiche che lavorano per Scarlet, una rivista femminile e femminista. Impeccabili nel vestire, aggiornatissime sui social network e trasgressive nello stile di vita, le tre ventenni in carriera sperimentano l’amore, la sessualità, l’amicizia, il giornalismo, la moda, e molto altro sotto la supervisione della direttrice Jacqueline Carlyle che sebbene non sia una delle protagoniste è un personaggio tutto da amare grazie alla sua forza e alla sua determinazione. È arrivata ai vertici di Scarlet grazie al suo talento, è mamma e moglie, un capo ideale che sa valorizzare i suoi dipendenti e un modello da seguire per tutte le donne della redazione.

 

Inizialmente potrebbe sembrare una serie eccessivamente simile a Sex and the City per l’ambientazione newyorkese, l’attenzione maniacale al fattore estetico e la tematica del giornalismo. The Bold Type, invece, tratta tematiche femministe di estrema attualità in una atmosfera patinata e apparentemente superficiale per avvicinare  anche quelle donne magari più giovani e attratte da un altro tipo di narrazione.

 

Quello che fa di The Bold Type una serie tv al femminile imperdibile sono la sensibilità apertamente femminista e i tanti, importanti, temi che vengono affrontati nel corso delle quattro stagioni, dalla sessualità femminile alla diversity, al body shaming a molti altri ancora.

 

Ogni episodio tratta un argomento “politico” diverso, servendosi degli articoli di Jane (Katie Stevens) come pretesto per sviscerarlo.

 

Primo su tutti, il tema degli abusi e delle molestie sul posto di lavoro. Il decimo episodio della prima stagione, intitolato Portare il peso, si concentra proprio sulla difficoltà di portare sulla coscienza il peso di una violenza subita e il non riuscire ad andare avanti finché giustizia non sarà fatta. Inoltre, l’episodio si sofferma anche sul danno collaterale causato dal silenzio: non denunciare una molestia equivale a coprire il colpevole, che può continuare a perpetuare il suo crimine. Si tratta di un episodio dal grande impatto e che arriva in parallelo alle battaglie del Me Too.

 

In un altro episodio si affronta il tema della maternità. Le protagoniste sono giovani e ambiziose e non si sono mai soffermate veramente sul loro desiderio o meno di diventare madri. Jane (Katie Stevens) si ritrova a dover riflettere su questo punto nel momento in cui deve decidere se congelare i suoi ovuli per motivi di salute, mentre un’altra delle protagoniste giungerà alla conclusione di non desiderare dei figli. Una scelta legittima, ma non ancora compresa nella nostra società, che vede le donne solo come delle potenziali madri e sempre pronta a criticare chi invece decide di non avere figli.

 

Un’altra delle tre protagoniste, l’afroamericana Kat Edison (Aisha Dee) è responsabile dei social media di Scarlet, è bisessuale e si innamora per la prima volta di un’affascinante fotografa femminista musulmana.

 

Sutton Brady (Meghann Fahy) è una ragazza di umili origini che inizialmente lavora all’interno della rivista come segretaria, ma successivamente riesce a ottenere il tanto agognato posto di aiuto stilista nel settore moda di Scarlet, sotto la direzione dell’esigentissimo Oliver. Ha una relazione con uno dei membri del Board della casa editrice che anche grazie a lei farà adottare un regolamento per evitare fraintendimenti in caso di relazioni fra colleghi: basta dichiararle all’ufficio del personale.

 

Sembra un mondo ideale quello di The Bold Type, dove tutti affrontano le difficoltà con intelligenza e rispetto degli altri, ma proprio per questo non ci deve disilludere su un mondo il più giusto possibile e in special modo per le donne.

 

 

 

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