Protagoniste:
Lilith Primavera

28 Aprile 2022

Fata tra le fate, la nostra socia Lilith Primavera ha debuttato lo scorso 13 aprile nella grande  serialità italiana con la nuova incarnazione de Le Fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek su Disney+.

 

Attrice, cantante, poetessa, performer, autrice radiofonica e di podcast, quante domande avremmo per la nostra Protagonista! Iniziamo da quelle su Vera, il personaggio con il quale è entrata per la prima volta nei cuori di chi ancora non la conosceva.

 

 

Nelle Fate Ignoranti, Vera è un personaggio che incontriamo già nel primo episodio e che impariamo a conoscere puntata dopo puntata. E’  un avvicinamento lento, che si rivela poi di grande impatto. Come è stato per te incontrare Vera e il suo mondo?

 

Dalla prima lettura della sceneggiatura mi sono resa conto che Vera aveva tante possibilità e che a partire dai suoi irrisolti e dal suo stare nel gruppo avevo la possibilità di farla emergere e cambiare, quindi non smetterò mai di ringraziare gli Autori e Gianni Romoli è il mio mito. Poi da quando ho scoperto che ha anche creato la serie Fantaghirò, ancora di più.

 

Amo i personaggi fantasy e d’azione e Vera ha proprio un non so che di supereroina che si disvela poco a poco e ho lavorato così: mettendo tanta ricerca in ogni singola frase che diceva sin dalla prima puntata, con tutta l’attenzione che Vera con il suo amore per le Fate mette al gruppo anche quando sembra che sia in un angolo in disparte.

 

 

In una serie come Le Fate Ignoranti il corpo, la sua fisicità e la sua visibilità hanno una grande importanza nella storia e per la percezione di chi guarda. Questi elementi sono entrati in gioco nella tua costruzione di Vera?

 

Sì, infatti la postura di Vera cambia leggermente dal primo all’ultimo episodio, il suo stare nello spazio è influenzato dai grandi avvenimenti che vive insieme agli altri: un lutto di una persona cara può innestare tante rivoluzioni. E questo la porta ad affrontare anche le sue criticità.

 

Negli anni più volte mi sono avvicinata alle arti marziali, forse perché dai 3 anni ai 10 ho praticato la danza classica e le arti marziali sono un po’ una danza, ma ti danno pure quel senso di sicurezza che tante volte mi è venuto a mancare . Così appena saputo che avrei interpretato Vera ho preso a fare karate per caratterizzare anche la postura, appunto, di Vera nei vari gesti anche quotidiani.

 

Credo che la memoria del corpo sia fondamentale nella caratterizzazione di un personaggio. E lei si scoprirà avere a che fare col karate, mannaggia gli spoiler.

 

Io uscivo da un inverno, quello del 2020, in cui ero ingrassata perché un po’ depressa dalle limitazioni Covid e tutte le conseguenze relazionali lavorative del caso, ma ho avuto l’occasione di rimettermi in gioco per Le Fate Ignoranti e per Vera, così ho ripreso un po’ del mio peso forma anche per lei.

 

 

Quanto di Vera c’è in te e viceversa?

 

Ci sono tanti modi di essere una persona trans, una donna trans, Vera ne è uno, un  esempio dei tanti possibili e qualcosa di me ho messo in lei sicuramente: abbiamo in comune essere entrambe nate maschio ma poi le sue esperienze sono diverse dalle mie.

 

Sono andata a ricercare un’energia di quando ero più ragazzina, ho fatto un balzo indietro nel tempo e poi su quella energia ritrovata ho messo gli altri elementi tra cui quelli che mi hanno dato dal reparto costumi, trucco e parrucco.

 

Io non vesto come Vera, non mi siedo come lei a tavola, ho una compostezza diversa, ma mi tengo come un regalo quell’energia di qualche anno fa che mi ha fatto ritrovare, fatta di stupore e curiosità.

 

 

Dopo il grande lavoro fatto per centrare e dare veridicità a Vera, quali personaggi ti piacerebbe esplorare? 

 

Mi piacerebbe proprio essere stupita da qualche proposta inaspettata!

 

Per me il tema dell’inclusione non differenziante è centrale nel raccontare personaggi nel cinema, nelle fiction , nella letteratura e dunque se fossi chiamata appunto per interpretare una supereroina o una strega cattiva, o una bidella in una serie teen, sarei la persona più felice.

 

Non so se dichiararlo in una intervista farà ridere Dio, ma confido nella sua Volontà e nella fantasia di chi scrive personaggi, di chi fa casting e di chi dirige affinché io possa lavorare ancora quanto prima, grazie.

 

 

Hai parlato di ‘inclusione non differenziata’. Che cosa intendi con questa definizione e come si può attuare in ambito audiovisivo?

 

Per “Inclusione non differenziante” si intende il raccontare soggettività peculiari senza differenziarle da chi siamo abituati a vedere rappresentati.

 

Esempio: per una serie tv si cerca un personaggio secondario che ha varie pose, tipo: l’amica del protagonista, che lavora in una hamburgeria. Chi ci mandiamo a fare il casting? Perché non far fare il provino a una donna con sindrome di Down o a una donna trans o a una donna di origini bengalesi o una donna con diverse abilità senza che sia richiesta esplicitamente una di queste caratteristiche in sceneggiatura?

 

E magari costruire anche storie in cui queste persone siano protagoniste senza dover necessariamente mettere la lente di ingrandimento su queste loro caratteristiche.

 

Dagli Stati Uniti ci arrivano tante produzioni che attuano queste scelte che semplicemente raccontano la verità della vita che ci circonda, perché la vita è fatta di persone grasse, alte, basse, storte, belle, brutte ed è bello vedersi rappresentati nelle storie che vediamo.

 

Le donne sono statisticamente sottorappresentate, le donne “non conformi” ancora meno, ma sento che questo cambiamento sta già succedendo anche in Italia, e Vera ne è un esempio: Vera è una donna forte, a tutto tondo e la interpreto io!

 

Per questo ringrazio ancora Pino Pellegrino, il casting director e i registi della serie Gianluca Mazzella e Ferzan Ozpetek, mito che con il film Le Fate Ignoranti, vent’anni fa, ha portato nell’immaginario italiano e mondiale tanti modi di essere che fino ad allora erano invisibilizzati o ridicolizzati, e che continua a farlo con Le Fate Ignoranti, la serie.

 

Grazie, Lilith, per la tua disponibilità e speriamo di vederti presto in un ruolo di quelli che non è ovvio immaginare!

 

 

 

Per conoscere meglio Lilith Primavera ascoltate Vanilla, la sua poesia musicata, disponibile in tutti gli store online e guardate il video realizzato in speed art dall’illustratore ONZE: Vanilla .

Lilith Primavera ha scritto per noi qui: Visioni di genere

Il documentario Linfa diretto dalla nostra socia Carlotta Cerquetti che fra le protagoniste vede la futura Fata Primavera è disponibile in streaming su Amazon Prime Video.

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