Lettere dal futuro prossimo –
Dal bianco e nero
all’immersive storytelling

30 Ottobre 2021

Dal bianco e nero all’immersive storytelling: sempre più immersivo, sempre più personale, trasmediale e volumetrico

 

“Il cinema è un’invenzione senza futuro”, diceva già Louis Lumière al momento della suainvenzione. Eppure, dopo 150 anni c’è chi giustamente afferma che si sbagliava. Mi chiamo Guia, mi piace definirmi una giornalista e vi scrivo dal futuro. Oggi ho rivisto Leila, una cara amica regista. È appena tornata in città, dopo anni di studio sullo storytelling immersivo, tecnica che utilizza le ultime tecnologie per creare un senso di presenza, di immersione, che dà al pubblico la sensazione di trovarsi all’interno della storia. La realtà aumentata (AR), la realtà virtuale interattiva (Six Degrees of Freedom – 6Dof), i game engines, l’intelligenza artificiale (AI) e i video 360, sound spaziale, volumetric capture per “ricreare” persone, oggetti e luoghi, esperienze interattive e ricostruzioni in 3D riescono nell’impresa di evocare le emozioni e l’immaginazione del pubblico.

 

Leila ha sviluppato un nuovo linguaggio per realizzare il suo primo film immersivo ed interattivo. Guardandolo, si possono vivere storie multiple che si intrecciano in un solo luogo, e seguirle tutte interagendo con la storia, un po’ come quel famoso Bandersnatch, film interattivo del 2018.

 

Mi sono potuta immergere nella storia, che mi ha circondato a 360 gradi in una realtà virtuale interattiva. Ho potuto seguire i fili narrativi uno ad uno e in più, grazie all’intelligenza artificiale il film è diventato magicamente personale, rendendomi creatrice, regista, protagonista e cameraman dell’esperienza potendo creare la storia in tempo reale, in base ai miei gusti e le mie antipatie. Siamo ben lontani dai film piatti che nel 2021 si stanno ancora guardando. Oltre che personale, l’intrattenimento è diventato volumetrico. Tramite live stage, machine learning, e algoritmi che analizzano le caratteristiche spaziali dei personaggi da ricreare in 3D, gli altri protagonisti della storia sono pienamente incarnati nella realtà in cui si muovono. Totalmente realistici e a dimensione naturale, mi camminano intorno e interagiscono con me.

 

Il ritmo dell’evoluzione tecnologica è da anni implacabile. Nuove tecnologie, nuove professioni e nuovi talenti sono nati proprio per rendere possibile tutto questo. Già nel 2015 Oculus con i suoi Story Studios realizzava i primi film immersivi per VR partendo da Lost, Henry e Dear Angelica.

 

Trailer Dear Angelica QUI IL LINK

 

Oggi i talenti, proprio come Leila, mescolano diversi linguaggi narrativi, creatività artistica e capacità tecnologiche. Un’evoluzione che è iniziata già nei vostri anni, con la società che sempre di più si affida sul senso di vicinanza alle vostre famiglie, amici e comunità che Internet e i dispositivi mobili del 2021 consentono. La realtà virtuale, aumentata e mista saranno per voi l’inevitabile passo successivo in questa traiettoria, in cui la tecnologia non si limiterà a entrare in intimità con voi, ma si fonderà con tutti i vostri sensi: visione, audio e tatto. In pochi anni, guarderai i film che si svolgono intorno a te, a 360 gradi, e sarai uno dei personaggi principali che prenderà parte all’azione e influenzerà gli eventi del film. Le potenzialità di tutto ciò sono così tante che l’unico limite diventa la propria immaginazione.

 

La realtà virtuale al Museo Del Cinema di Torino

 

 

La settima arte non è più un’arte solo visiva, ma acquista la coscienza e la mutabilità umana. Non c’è da stupirsi infatti se abbiamo abbandonato il concetto di storytelling per quello di storyliving. Acquista forme multiple e fluide crossmediando diversi mezzi di fruizione: che si tratti di integrare le dinamiche dei videogames in un film, di creare un’esperienza cinematografica immersiva all’interno di un’auto senza conducente, di un film che prende vita dalle pagine di un libro, o di mixare 3D, ologrammi e interattività.

 

Mi torna in mente nonna. Il suo film preferito era La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock e, raccontandomelo, spesso diceva pensierosa che le sarebbe piaciuto vedere la storia dietro alle altre finestre come “voleva lei” e quando “voleva lei”. Sorrido pensando al suo viso, se solo potesse sapere che oggi non solo potrebbe vedere altri filoni narrativi ma potrebbe viverli in prima persona.

 

E perché tenere tutto questo per me e per chi vive il mio tempo? D’altro canto, Guia significa proprio “guida”. Ed è questo il cammino che mi piacerebbe mostrare a chiunque mai ricevesse questa mia lettera, guidando le persone verso un futuro immersivo, personale, transmediale e volumetrico. Altrimenti, senza sapere come poterlo costruire e cosa siete riusciti a creare, come mai potreste iniziare a realizzarlo, questo futuro?

 

Tua,

Guia

 

🚀 Per inviare messaggi nel futuro a Guia, scrivete a [email protected] con oggetto: Lettera per il futuro prossimo

 

Guia appare per cortesia di  🚀 MIAT – Multiverse Institute For Arts And Technologies 🚀 hub educativo e creativo dedicato alle arti immersive, alle nuove tecnologie e alle tecnologie emergenti.

L’immagine di apertura è tratta da ‘Henry’, un film immersivo creato da Oculus in Unreal Engine 4 e vincitore di Emmy Award come “Best outstanding original interactive program” nel 2016.

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