Protagoniste:
Laura Muscardin

28 Marzo 2022

E’ con molto piacere che cogliamo l’opportunità del successo di pubblico de Il Santone (su RaiPlay) per incontrare e conoscere meglio la nostra socia Laura Muscardin, che ha curato la regia di tutti gli episodi.

 

Ciao Laura e congratulazioni! Nella tua carriera hai attraversato generi, formati e pubblici diversi. Che cosa pensi stia piacendo de Il Santone?

 

Il successo de Il Santone – #lepiubellefrasidiOscio mi ha fatto molto piacere. Ho ragionato un po’ cercando di capire cosa fosse piaciuto alle persone. Un’ipotesi è che, nella sua semplicità, la narrazione si presti a più livelli di lettura senza però permettersi mai di giudicare.

 

Oltre a questo, l’essere un prodotto a basso budget ha condizionato le riprese, che in certi momenti erano più da film indipendente. Questo mi ha permesso di dare spazio all’improvvisazione e di essere in qualche modo più libera dagli standard televisivi più strutturati.

 

 

Con II Santone ritorni alla serialità televisiva e a occuparti di famiglie, siano esse di sangue, di palazzo o di quartiere. E’ un fil rouge casuale o cercato e come hai costruito la trasferta nel mondo di Centocelle, quartiere periferico romano non nuovo alle rappresentazioni cinematografiche?

 

Ho lavorato spesso su racconti familiari, declinati in modo diverso ovviamente, e sicuramente fanno parte di me. Mi piacciono, ti danno modo di poter raccontare tante voci diverse e tante relazioni diverse. Anche Roma che è la città dove sono cresciuta è stata un tema ricorrente in mie altri lavori fiction o documentari.

 

Ne Il Santone si sono uniti questi due fili: la Famiglia e la Città. Addirittura con una parte della famiglia della serie, i due personaggi principali, marito e moglie, Carlotta Natoli e Neri Marcorè, avevo già lavorato.

 

Il quartiere di Centocelle doveva raccontare un po’ la periferia di Roma. Il mondo di Oscio è una periferia in tutti sensi: geografico, culturale, economica. Centocelle è bellissima, è una bellissima Roma, addirittura l’abbiamo dovuta sporcare. Ci abbiamo passato l’estate, abbiamo lavorato in mezzo alla gente, abbiamo dato fastidio, come sempre le troupe fanno, ma in qualche modo ci siamo anche temporaneamente integrati.

 

E’ una delle cose più belle di questo mestiere credo, il venire a contatto con posti e persone che diventano parte di quello che racconti, e anche di te.

 

 

Nel tuo ultimo film, La guerra di Cam, il giovane protagonista si trova ad affrontare un mondo devastato dalla guerra e ci trova oggi come spettatori e spettatrici ancora più coinvolti emotivamente. Da dove nasce questa storia della quale sei anche autrice e come è stata accolta dal pubblico?

 

La storia deLa guerra di Cam l’avevo in testa da tanto. L’idea di un mondo desolato e irriconoscibile, in cui si cerca di sopravvivere senza sentirsi forte abbastanza, nasce da un sentimento personale rispetto al relazionarsi al mondo, un mondo in cui per me è facile sentirsi inermi come Cam.

 

Da questo spunto iniziale e dall’osservazione del presente, la condizione di guerra e di migrazione forzata,  ho coinvolto lo sceneggiatore Davide Orsini a cui ho proposto di lavorare a un ‘western distopico’ . Visto che non c’era la possibilità di avere molti mezzi con lo scenografo Giuliano Pannuti abbiamo cercato a lungo gli ambienti che potessero ricreare un mondo cercando di evitare il già visto.

 

Il film quando è stato visto è stato accolto bene: è stato premiato al Giffoni e altri festival ma tra l’arrivo della pandemia e la distribuzione poco coinvolta ha sofferto di poca diffusione.

 

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti ai quali stai lavorando che ci puoi raccontare?

 

Ho un po’ di idee, mi piacerebbe molto esplorare qualche genere che ancora non ho mai sperimentato, ma nello stesso tempo mi sono divertita a fare la commedia quindi tengo la testa su due cose e provo a scriverle.

 

Non so bene cosa succederà per me come per molti altri registi, specialmente le donne, i punti fermi sono pochi. Già è difficile farsi ascoltare e di conseguenza complicato pianificare.

 

 

Grazie Laura e buon lavoro e speriamo anche buon ascolto per i tuoi prossimi progetti!

 

Per conoscere meglio Laura Muscardin e i suoi lavori: Laura Muscardin

Per vedere Il Santone, la serie originale di RaiPlay: Il Santone

La guerra di Cam è disponibile su Chili: Chili

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