La ragazza più fortunata al mondo

28 Ottobre 2022

La ragazza più fortunata al mondo (The Luckiest Girl Alive), è un film tratto dal romanzo thriller di Jessica Knoll, pubblicato nel 2015 e da cui Mike Barker ha tratto l’omonimo film per Netflix. Il libro, pubblicato nel 2015, ha rappresentato il suo esordio letterario ed è entrato nella lista dei bestseller del New York Times. La scrittrice ha rivelato che è una storia ispirata alla sua vita vera.

 

E’ su Netflix dal 7 ottobre e al momento è nella top 10 dei film più visti su Netflix (trailer).

 

La protagonista è Mila Kunis (That’s70’s Show, Black Swan – Il Cigno Nero, Bad Moms), che ha il ruolo di Ani Fanelli, 28enne dalla vita apparentemente perfetta.

 

Ani è (quasi) editor del New York Times Magazine, sta per sposare un uomo bello e ricco, è una donna intelligente e di successo. Quello che colpisce dalle prime battute è il ribaltamento immediato delle prospettive del film. Dietro questa facciata di perfezione, si iniziano a intravedere all’improvviso delle crepe.

 

La ragazza ha infatti attraversato un’adolescenza costellata di eventi tragici, primo tra tutti l’aver subito una terribile violenza sessuale, le cui conseguenze emotive la perseguitano, rendendola a sua volta una persona insensibile alle tante avversità del mondo.

 

Quando un regista vuole realizzare un documentario su una sparatoria avvenuta nel suo liceo molti anni prima, il suo passato ritorna prepotente: si scopre infatti che alcuni ragazzi della scuola l’hanno accusata di essere complice dell’attentatore. Le cose non sono andate così, ma la verità è durissima: quell’accusa nasconde un altro crimine terribile.

 

Spronata dal casuale incontro con un professore dell’epoca, Ani decide di mettere a tacere le voci ossessive del suo passato doloroso mettendosi a raccontare la propria storia: solo rendendola pubblica, infatti, può sperare di riconoscere i colpevoli e far capire quanto profonde e insanabili siano certe ferite. Il suo mondo, però, sembrerà crollarle addosso, fino alla consapevolezza che ciò che deve ricostruire con più urgenza è proprio sé stessa.

 

L’argomento degli stupri di gruppo nelle scuole, dove adolescenti approfittano di ragazze sotto l’effetto di sostanze per poterle violentare è un tema ultimamente comune a molti film in quanto stanno emergendo sempre più casi, anche analizzati in documentari come The Hunting Ground, nei quali le vittime di stupro vengono poi denigrate e minacciate dai violentatori, attivando quel meccanismo malato di colpevolizzazione della vittima, che viene bene analizzato in questo film.

 

Mila Kunis infonde al personaggio di Ani non solo un brio coinvolgente e fascinoso, ma anche una profondità fatta di spigolosità, contraddizioni e ferite ancora vivide.

 

La scrittrice ha dichiarato: “Mi sentivo dolorosamente sincera e piena di speranza, ma non avevo idea di quanto lavoro ci sarebbe voluto per iniziare un lungo e doveroso processo di guarigione”.

 

Una guarigione che passa appunto attraverso la condivisione col mondo di un progetto così importante, fondamentalmente con l’incontro degli altri:

 

“Riguarda l’importanza per tutte noi di far sentire la nostra voce anche quando vogliono silenziarci”, dice il personaggio di Mila Kunis a un certo punto: “Solo così possiamo diventare il tipo di donne di cui da giovani saremmo state orgogliose”.

 

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