La narrazione del femminismo
nelle fiction RAI.
Tra L’amica geniale e
Il paradiso delle signore

28 Marzo 2022

di Emanuele La Veglia

 

Femminismo è una parola che, a volte, può risultare complessa o lontana dal quotidiano. Come avvicinarla alle nuove generazioni e a un pubblico mainstream? Negli anni passati ci sono stati diversi esperimenti per provare a raccontare esperienze di emancipazione attraverso le immagini, ma alcune, come la serie americana Good Girls Revolt (Amazon Prime Video, 2015) si sono bloccate sul nascere, dopo una sola stagione.

 

Eppure, senza volare oltreoceano e guardando a casa nostra, stiamo avendo, proprio di recente, degli esempi davvero significativi a riguardo. E, in particolare, delle icone, due su tutte: Elena Greco de L’amica geniale e Stefania Colombo de Il paradiso delle signore, storie che abbiamo avuto modo di conoscere su Rai 1, ma che hanno le loro radici nei due romanzi omonimi, rispettivamente di Elena Ferrante e del critico francese Émile Zola.

 

La prima cosa che colpisce chi ha visto entrambe le fiction è la distanza enorme tra Nord e Sud Italia, soprattutto a metà del Novecento. Gli stessi anni ’60, in cui Lenù decide di allontanarsi dal rione partenopeo che le ha segnato l’infanzia e l’adolescenza, nel momento in cui sono trasposti a Milano, nel grande magazzino di Vittorio Conti, diventano un periodo florido, ricco di idee innovative e di opportunità per fare carriera. Un contesto chiave che ci aiuta a capire dove si articola la narrazione del femminismo storico negli esempi presi in considerazione e soprattutto con che mezzi. Ne parliamo oggi perché è proprio nella stagione in corso de Il paradiso delle signore (la sesta) che si sta manifestando con forza la consapevolezza di determinate cause. E lo stesso vale per la terza stagione de L’amica geniale, questa volta diretta da Daniele Luchetti, dopo Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher  (andati in onda a febbraio 2022 e reperibili su Raiplay).

 

Altra differenza fondamentale è il medium con cui si decide di presentare a chi guarda tematiche importanti come il divorzio, l’empowerment femminile e l’accesso a professioni fino ad allora precluse dalle donne. L’amica geniale, a tal proposito, fornisce dei precisi riferimenti bibliografici a cominciare dalle opere di Carla Lonzi, tra le principali esponenti della cosiddetta “seconda ondata” e autrice di Sputiamo su Hegel e La donna clitoridea e la donna vaginale, saggi che diventano centrali nella formazione di Lenù.

 

Sponda Paradiso, l’idea della regista, Monica Vullo, è quella di puntare sulle rotative andando a creare, all’interno del negozio, principale teatro degli avvenimenti, una rivista che parli delle istanze contemporanee. E il femminismo vi entra con decisione il 9 febbraio (le puntate, giornaliere, sono al passo con il calendario attuale) quando viene promulgata la legge che permette, finalmente, alle donne l’accesso ad ogni carica ed impiego pubblico, compresa la magistratura. Un traguardo festeggiato in copertina dal numero del bollettino aziendale e da un lungo articolo di Stefania, che da abile commessa si afferma come futura promessa del giornalismo.

 

Giovani menti, le cui vite sono completamente avvolte dalla passione per le cause femministe, un credo che le porta a farsi rispettare dagli uomini che hanno accanto. E, senza ovviamente svelare cosa accade nel corso delle vicende, si possono notare tanti riferimenti, probabilmente comuni, ai personaggi interpretati da Margherita Mazzucco (di recente inserita, insieme a Gaia Girace/Lila nell’elenco Forbes per i “100 migliori talenti under 30 in Italia”) e da Grace Ambrose, attrice romana con origini anglo-americane.

 

Un inno continuo alla voglia di indipendenza e riscatto di un genere che tuttora sembra essere escluso da tante dinamiche. L’augurio è che dallo schermo di tv e pc (per chi recupera in streaming) possa passare il messaggio femminista di cui c’è ancora tanto bisogno.

 

 

 

Emanuele La Veglia è giornalista professionista e autore, scrive di #womenempowerment per Vanity FairCentodieci MediolanumLe Contemporanee, collabora ad eventi e live a tema #gendergap

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