La donna del mese:
Jada Pinkett-Smith

28 Aprile 2022

di Claudia Catalli

 

“Questa è la stagione della guarigione”.

 

È stata il nome ricorrente del “fattaccio” del mese, lo “slap-gate” hollywoodiano più chiacchierato di sempre.

 

Parliamo di Jada Pinkett-Smith, la moglie di Will Smith, colui che – ormai lo sappiamo a memoria – alla scorsa edizione degli Oscar è salito sul palco per schiaffeggiare in mondovisione il comico Chris Rock, reo di aver fatto una battuta spiacevole su di lei.

 

La battuta riguardava l’hair look sfoggiato con orgoglio da Jada, la sua testa rasata dovuta alla sua malattia, l’alopecia.

 

Si è fatto un gran dibattere su giornali e social di tutto il mondo, ognuno ha detto la sua riguardo a quella che è stata a tutti gli effetti una scena di violenza machista gratuita, esposta agli occhi di tutto il mondo, ma soprattutto allo sguardo della “vittima” numero uno.

 

Vittima dell’ironia discutibile di uno showman, ma – soprattutto – di un marito visibilmente poco incline all’autocontrollo e incapace sia di percepire la moglie come in grado di difendersi da sola, sia di accettare in silenzio il modo di reagire da lei prescelto (Jada aveva subito manifestato il suo dissenso attraverso espressioni facciali eloquenti).

 

Vittima, in terzo luogo, dell’imbarazzo di una vicenda che ha fatto il giro del mondo, tra scuse e sospensioni, e che deve averla colpita come un boomerang.

 

Secondo i tabloid americani, sarebbe addirittura prossima a firmare le carte della separazione da Will Smith.

 

In tutto questo colpisce il suo silenzio: mentre sua suocera pluriottantenne Carolyn Smith si prodigava a giurare alla CNN che “E’ stata la prima volta che ho visto esplodere mio figlio in tutta la sua vita”, Jada ha voluto mantenere un riserbo colmo di dignità, spezzato solo da un vibrante post su Instagram ai suoi milioni di followers:

 

“Questa è la stagione della guarigione e io sono qui per questo”.

 

Ha ribadito il concetto all’inizio della nuova stagione del suo show Red Table Talk, in cui si fa affiancare da sua figlia Willow Smith e sua madre Adrienne Banfield-Norris, con una dichiarazione scritta:

 

“Considerando tutto ciò che è accaduto nelle ultime settimane, la famiglia Smith si è concentrata sulla guarigione profonda. Alcune delle scoperte sulla nostra guarigione saranno condivise quando il tempo lo richiederà”.

 

Il tempo, la guarigione, il silenzio, la malattia, il corpo di una donna e un’occasione, involontariamente offerta ma preziosa, per riflettere su tutto questo. E farlo insieme, attorno a un tavolo, tra donne

 

 

Claudia Catalli è una scrittrice e una giornalista che non potrebbe mai vivere senza il cinema (ma anche i libri, le mostre, i concerti e così via). Collabora con numerose testate nazionali e finora ha scritto un libro (Metamorfosi), ideato una miniserie (Anna quella che non sei), realizzato format culturali per radio e tv (My Studio, CineCocktail) e creato un podcast (Back to the Cinema, su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts etc). Domani chissà. Il suo motto è: “Non scrivere né per te, né per gli altri, né per l’oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto”.

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