La donna del mese:
Viola Davis

28 Maggio 2022

Esistono degli incontri speciali a Cannes che non mi sono mai persa.

 

Sono i Women in Motion di Kering, appuntamenti fondamentali per permettere alle professioniste che popolano il mondo dello spettacolo (attrici, registe, produttrici) di raccontarsi liberamente e di riflettere sulla situazione delle donne oggi nello showbiz.

 

Quest’anno l’apertura in grande stile è stata affidata a Viola Davis, attrice e produttrice di inestimabile talento (guardare Il Dubbio, The Help e tutta la serie Le regole del delitto perfetto per credere) che ha tenuto un discorso bellissimo.

 

Non sul suo successo, non sulla fortuna che ha avuto la sua serie, ma sul suo momento di crisi.

 

Lo ha definito persino prezioso.

 

“Durante la pandemia ho vissuto un grande momento di crisi e ho iniziato a vedere me e il mio vicinato in modo diverso. Cercavo connessioni, tentavo di capire cosa mi stesse accadendo, ho attraversato una vera crisi esistenziale.

 

Quand’è così bisogna spegnersi e riavviarsi, come un cellulare. Così ho ripensato alla Viola ragazzina. E ho realizzato che sono una guerriera e una sopravvissuta ai traumi della mia infanzia.

 

Nella mia comunità non mi sentivo mai benvoluta, eppure continuavo a muovermi.

 

Ho avuto comprensione per me stessa. Paura, ansia e disagio non mi hanno impedito di andare avanti.

 

Ho imparato sulla mia pelle che trauma, fallimento e cuore spezzato fanno parte del viaggio del successo, ma anche della vita quotidiana.

 

E del lavoro. Anche se mi hanno fatto infuriare tante volte, tutte quelle in cui mi dicevano che non ero abbastanza.

 

Diciamolo: era solo un problema di razzismo, fossi stata bianca e bionda sarebbe stato tutto diverso.

 

Da allora c’è una cosa che mi fa alzare dal letto ogni mattina: la rabbia.

 

Quella della bambina di sei anni che voleva scappare da una cultura che la chiamava ugly black nigger.

 

Una rabbia sana che mi ha motivato a vivere una vita tutta costruita da me stessa, giorno per giorno, con l’obiettivo di fare talmente bene che nessuno avrebbe più giudicato male o cacciato la piccola Viola. Ma anzi l’avrebbero guardata con rispetto, stimata e persino premiata”.

 

Chapeau, maestra Viola.

 

Claudia Catalli è una scrittrice e una giornalista che non potrebbe mai vivere senza il cinema (ma anche i libri, le mostre, i concerti e così via). Collabora con numerose testate nazionali e finora ha scritto un libro (Metamorfosi), ideato una miniserie (Anna quella che non sei), realizzato format culturali per radio e tv (My Studio, CineCocktail) e creato un podcast (Back to the Cinema, su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts etc). Domani chissà. Il suo motto è: “Non scrivere né per te, né per gli altri, né per l’oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto”.

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