La donna del mese.
Marina Ovsyannikova

28 Marzo 2022

di Claudia Catalli

 

La donna del mese si chiama Marina Ovsyannikova, è una giornalista russa di 43 anni che fino a pochi giorni fa lavorava nel canale televisivo Russia 1.

 

Ha avuto il coraggio che è mancato a tanti di dire, a chiare lettere: «No alla guerra, stop alla guerra. Non credete alla propaganda, vi stanno mentendo».

 

Lo ha fatto interrompendo un’edizione in diretta del telegiornale, sollevando in alto, appena dietro la conduttrice, un cartello con scritto in russo e in inglese: «Russi contro la guerra». E ancora: «Tocca a noi fermare questa follia. Non abbiate paura di nulla».

 

Un’eroina dei nostri giorni, che ha rischiato in prima persona per sostenere un’informazione degna di questo nome, lontana dalle fake news che da tempo bombardano la Russia. Il suo appello non è rimasto inascoltato: l’hanno seguita altre donne, e uomini, in un fenomeno inatteso di dimissioni di massa tra i giornalisti russi che lavorano nei media del Cremlino. Dalla collega di Channel One, Zhanna Agalakova, alla conduttrice dell’emittente televisiva NTV, Lilia Gildeyeva.

 

Lungi dal volermi dilungare in un’analisi geopolitica, resto francamente sbalordita dall’esempio di una collega che ha saputo re-agire ai soprusi di chi alza la voce e le armi, di chi giustifica con notizie false un’invasione messa in atto, e prolungata, senza ascoltare nessuno. Neanche la voce di Marina Ovsyannikova, multata e accusata di essere addirittura una spia britannica dal capo della sezione notizie dell’emittente russa.

 

Un uomo, dunque, che non solo non ha difeso la collega, ma l’ha screditata, infamata e messa al bando pubblicamente definendola una traditrice e, udite udite, tirando in ballo Giuda. Poco ci mancava che la paragonasse ufficialmente a una strega. L’ha definita cinicamente «una persona che tradisce il suo Paese e allo stesso tempo tutti noi, persone con cui ha lavorato fianco a fianco per quasi 20 anni, con freddezza, prudenza, per un bonus».

 

La storia si ripete: mentre gli uomini ancora una volta gongolano al potere, le donne si ribellano, rischiano e si fanno portatrici sane di rivoluzione. Mentre scriviamo Ovsyannikova  si è dimessa dal ruolo di redattrice per le notizie da Mosca e ha rifiutato la proposta di asilo politico di Macron. Il suo posto è in Russia, a combattere propaganda e disinformazione. Anche se questo, nel 2022, equivale a rischiare quindici anni di carcere.

 

 

 

Claudia Catalli è una scrittrice e una giornalista che non potrebbe mai vivere senza il cinema (ma anche i libri, le mostre, i concerti e così via). Collabora con numerose testate nazionali e finora ha scritto un libro (Metamorfosi), ideato una miniserie (Anna quella che non sei), realizzato format culturali per radio e tv (My Studio, CineCocktail) e creato un podcast (Back to the Cinema, su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts etc). Domani chissà. Il suo motto è: “Non scrivere né per te, né per gli altri, né per l’oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto”.

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