Immaginari al Varco.
Gloria Puppi intervista
Andrea Gatopoulos

28 Marzo 2022

di Gloria Puppi

 

Il 22 febbraio scorso si è tenuto presso il Cinema Aquila di Roma il Varco Film Fund and Screenplay Awards organizzato da Il Varco Film Festival ideato dal nostro socio Andrea Gatopoulos al quale ho partecipato nelle vesti di giurata e tutor.

 

La serata dedicata alla premiazione dei migliori script di cortometraggio e lungometraggio nazionali ed internazionali ha anche ospitato un’edizione di Short Days, una rassegna di proiezioni d’essai attiva dal 2018 con un format unico al mondo: ogni mese viene selezionato un nuovo curatore tra i registi e le registe emergenti italiani che sceglie un fil rouge e una tematica da approfondire attraverso una selezione di film.

 

La tematica di questa edizione è stata il “metaverso”. E siamo entrati davvero in quella dimensione, grazie alla visione di quattro particolari cortometraggi che hanno esplorato i miti dell’immaginario maschile inserendoli all’interno del videogioco GTA V detto anche Grand Theft Auto V (Khtobtogone  di Sara Saadik), la semiosfera dei videogiochi e la semiotica della guerra (How to disappear e Operation Jane Walk della Total Refusal Crew), oggi tristemente tornata in auge nelle nostre cronache ed infine del fenomeno “swatted” su Twitch (Swatted di Ismaël Joffroy Chandoutis)

 

 

Ciao Andrea, che cosa è per te metaverso? E qual è il corto che ti ha colpito di più?

 

L’idea di dare un nome allo spazio virtuale nasce dal fatto che oggi è a tutti gli effetti “un posto” abitato dai nostri avatar in cui passiamo gran parte della nostra vita. Ambientarci dei film è semplicemente un’evoluzione del cinema che prende in considerazione questo dato di fatto. I film che abbiamo proiettato sfruttano questo strumento in maniera molto diversa arrivando a risultati artistici, etici e politici completamente opposti, a dimostrazione che i film nei videogiochi non sono tutti uguali come non sono tutti uguali i film girati in automobile.

Tornando nel mondo reale e alla premiazione del Varco Film Fund and Screenplay Award, il fatto che ha colpito di più la critica è stato che tutti gli script vincitori parlavano di figure femminili o sono stati scritti da donne. Ricordiamo i cortometraggi vincitori Il Tuffo di Lavinia  di Sara Parentini che esplora la sottile linea tra amore e promiscuità sul posto di lavoro ed Erosion di Mara Avoth che tratta con delicatezza l’Alzheimer, che diventa catalizzatore di amore e dolore nel rapporto tra madre e figlia. Mentre per la sezione lungometraggi/serie tv infine i vincitori sono stati l’italiano Nicholas di Valerio con Sapone, che narra l’incredibile storia della serial killer Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio e il texano Jeff Kerr con Under a desperate sky, che racconta una storia d’amore tutta al femminile sullo sfondo del selvaggio west.

 

 

Cosa ne pensi di questo trend narrativo? 

 

Sinceramente ci faccio caso solo adesso. Abbiamo semplicemente selezionato dei lavori che ci sembravano originali e contemporanei, ma ora che mi ci fai pensare dopo cento anni di cinema al maschile è naturale che i personaggi femminili risultino meno esplorati. Sicuramente nel cinema di oggi l’archetipo del maschio forte, che risolve la situazione con l’uso del potere, è diventato improvvisamente noioso. Questo ha lasciato spazio a nuovi maschi, nuove femmine, e nuovi personaggi che si muovono nelle sfumature tra l’uno e l’altra. È senz’altro una buona notizia.

 

 

Infine cosa ci riserverà la prossima edizione? Puoi anticiparci qualcosa?

 

Per quanto riguarda Short Days, stiamo preparando un’edizione sulla fotografia cinematografica insieme a Eleonora Contessi e alle ragazze di Eki Magazine, che sarà al Nuovo Cinema Aquila il 13 aprile. Mentre, per il premio di sceneggiatura, l’idea è di potenziare la formazione cercando di orientare gli sceneggiatori verso le consapevolezze produttive che devono avere per affrontare il mercato con dei workshop di produzione indipendente. Uno sceneggiatore deve sempre sapere quanto è fattibile la sua idea, a troppi in Italia manca questa competenza.

 

 

Ringrazio Andrea Gatopoulos e in attesa dei prossimi eventi, vi salutiamo dal metaverso, il mondo sottosopra dove immaginari e metafore potranno rendere il nostro mondo reale un posto migliore. Forse.

 

 

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Semiosfera: In semiotica della cultura, la semiosfera – concetto proposto dal semiologo russo Jurij Lotman – denota lo spazio nel quale i diversi sistemi di segni in una cultura (la lingua, l’arte, le scienze ecc.) possono sussistere e generare nuove informazioni.

Swatted / Swatting: Tra i troll americani, lo “swatting” consiste nell’individuare il nome e l’indirizzo fisico di un giocatore online e richiedere l’intervento urgente della polizia a casa sua, per un’imminente minaccia terroristica. Una squadra d’assalto SWAT si presenta allora, armata fino ai denti, a casa della vittima, arrestando il presunto criminale, mentre la webcam della vittima trasmette in diretta l’irruzione

 

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