Future Thinking –
Inverso, la serie tv
sul metaverso che verrà –
di Gloria Puppi

28 Ottobre 2022

Il metaverso nel 2030 potrebbe arrivare a valere circa 5 trilioni di dollari (3600 miliardi di euro), e secondo le  previsioni di Meta, prima di quella data sarà difficile vivere completamente in una realtà immersiva.

 

Infatti la serie TV Inverso, tratto dal romanzo di William Gibson (in inglese The Peripheraldi cui non farò  spoiler, promesso) è ambientata nel 2032, in una cittadina rurale del sud degli Stati Uniti, dove architettura,  device e stili di vita sono molto simili a quelli del presente, tranne per i robot aspirapolvere automatici a  levitazione sul pavimento o i bancomat che funzionano a rilevazione biometrica (e i contanti sono considerati  illegali perché non tracciabili).

 

Il setting della storia, creata dagli stessi produttori di Westworld, risulta inizialmente stereotipata: un’eroina  brillante, Flynne, che si fa carico di tutta la sua famiglia, ovvero un fratello ex soldato dell’esercito che  sopravvive con l’invalidità di guerra, e una madre ipovedente, malata e bisognosa di costose medicine. Flynne  lavora solo per pagare le cure per la madre e il fratello, incastrata in un posto senza prospettive future, fino  a quando non arriva un nuovo visore sperimentale di realtà virtuale, “acquistato” dal fratello. La ragazza  viene assorbita in quel mondo, più tangibile del reale, dove può provare dolore, piacere, sentire gusti, odori,  attivando tutti e cinque i sensi contemporaneamente.

 

Proprio come nella serie, oggi i ricercatori di Samsung stanno studiando una “E-Skin” creata per percepire il  metaverso: reagisce all’ambiente, simula tutte le sensazioni tattili, permettendo la percezione di tutte le  texture degli oggetti e anche il cambio di pressione e temperatura. Inoltre il materiale è al 100% riciclabile e  auto-riparante grazie all’etanolo che scioglie i polimeri e particelle d’argento, riprogrammando una nuova  pelle.

 

Nel 2022 ci sono tutti i presupposti per vivere nel futuro, una vita simulata e immersiva nel Metaverso e i  segnali deboli (ovvero comportamenti, creazioni artistiche, oggetti culturali che poi sono diventati trend)  erano già molto chiari grazie ad un’altra serie cult (che approfondirò prossimamente): Upload (2020). Anche  qui i personaggi indossano tute con sensori tattili e si immergono in un multiverso decisamente alternativo:  il proprio aldilà progettato dagli stessi esseri umani, che appare come un mix tra un Grande Fratello e un  videogioco collaborativo.

 

Tornando alla nostra serie, Inverso, approfondirò ulteriormente le implicazioni tecnologiche e soprattutto  filosofiche e antropologiche quando Prime rilascerà tutta la serie (il gran finale sarà il 9 dicembre p.v.), intanto  godiamoci uno dei possibili futuri del metaverso, comodamente seduti nelle nostre case reali, sorseggiando  del tè caldo privo di glitch.

 

 

Fonti:
ZOU, C. ZHU, Y. LI, X. LEI, W. ZHANG, J. XIAO, Rehealable, fully recyclable, and malleable electronic skin  enabled by dynamic covalent thermoset nanocomposite, Science Advanced, 2018
QUI IL LINK_01 | QUI IL LINK_02

 

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