Dire Fare Cambiare
con la Presidente Giulia Morello

28 Gennaio 2022

Lo scorso dicembre WIFTM Italia si è unita a Dire Fare Cambiare nel promuovere l’Appello per la parità di genere nel settore culturale rivolto al Comune di Roma, alla Regione Lazio e al Ministero della Cultura che ritrovate qui.

 

Giulia Morello, Presidente di Dire Fare Cambiare, si racconta e ci racconta le priorità che sono a cuore dell’associazione e i progetti in corso.

 

 

Ciao Giulia e felici di conoscerti e conoscervi meglio! Iniziamo dalla tua storia e da come nasce il tuo impegno nel sociale, in particolar modo sui temi di genere.

Fin dall’inizio è stato per me istintiv

o unire il mio lavoro come autrice con il mio impegno come attivista. Ho sentito fin da subito una fortissima correlazione fra i due temi e nel tempo l’intreccio fra le due attività si è fatto sempre più semplice e naturale, coniugandosi ad esempio nell’organizzazione di eventi culturali. Penso in particolare all’esperienza della direzione artistica di Earth Day Italia e della campagna #4women4earth, delle quali mi sono occupata.

 

Il tema della diseguaglianza di genere non è stato per me immediatamente al centro delle mie riflessioni. E’ stata la preparazione e la scrittura del mio secondo libro Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché! che mi ha aperto gli occhi. Ho finalmente visualizzato l’intima connessione tra le dimensioni dello sviluppo e della cultura e la questione di genere. In questo un punto di riferimento fondamentale per me e per Dire Fare Cambiare è l’agenda 2030 delle Nazioni Unite e la convinzione che attorno alle cause sociali si possano e si debbano attivare relazioni e reti che le supportino, così come abbiamo fatto recentemente insieme.

 

 

L’associazione Dire Fare Cambiare nasce a settembre 2019 trovandosi da lì a breve a fare i conti con la pandemia. Quali sono state le vostre prime azioni e quali sono i vostri obiettivi?

 

I nostri obiettivi e la nostra visione sono raccolti nel nostro Manifesto, il nostro atto di nascita. In un momento nel quale la cultura si era fermata, con un gruppo eterogeneo di artiste e professioniste ci siamo chieste: è la cultura il bene più rinunciabile? Come sarebbe la nostra vita senza quei film, quelle canzoni, quei libri che ci hanno più profondamente segnato? Ci siamo risposte e rispondiamo con il nostro Manifesto per la Cultura Bene Comune e Sostenibile che abbiamo lanciato l’8 marzo 2020 e che è stato firmato dalle realtà più diverse, a conferma della valenza sociale della cultura.

 

La nostra prima attività, Per un’ora d’autore, è stata infatti organizzare dei video incontri tra autori e autrici vicini ai nostri valori e i detenuti del carcere di Livorno e Gorgona, Istituto che aveva aderito e sottoscritto già al nostro Manifesto e che ha risposto al lockdown sostituendo i colloqui con le videochiamate. Il progetto ha incentivato la lettura e il dialogo in un momento di ulteriore isolamento.

 

La pandemia ha realmente puntato un faro sulle emergenze sociali, dalle carceri ai giovani, dagli anziani alle donne. Pensando proprio agli anziani in estate abbiamo creato un laboratorio teatrale all’interno del Parco del Santa Maria e della Pietà in XIV Municipio e siamo estremamente orgogliose/i che questo progetto sia stato selezionato nella mappatura nazionale di progetti culturali dedicati all’invecchiamento creativo realizzata da BAM! Strategie Culturali e Olandiamo – Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia.

 

La cultura si attiva sempre nelle emergenze, lo abbiamo visto. Bisogna però dire che le istituzioni spesso non ne danno atto.

 

 

Di che cosa si occupa la piattaforma Cambiamo Cultura che avete da poco lanciato e quali altri progetti avete a cuore in questo momento?

 

Cambiamo Cultura nasce per ovviare alla carenza di informazione, comunicazione e promozione dell’arte al femminile. Cambiamo Cultura vuole creare una rete virtuosa che dallo spazio virtuale generi un risultato concreto – in visibilità e partecipazione ad esempio. E’ un’opportunità in più che non c’era.

 

Da sole non si va mai molto lontano, è evidente.

 

Molto importante per noi anche il tema della sostenibilità. Le sfide ambientali riguardano  la cultura. Segnaliamo qui l’appello per un Cinema Sostenibile. Oggi ci sono molti protocolli e per questo chiediamo un tavolo nazionale dedicato al cinema sostenibile. La transizione green offre inoltre molte opportunità e le professioniste non devono farsele sfuggire.

 

Il 2022 è un anno centrale per ricostruire il nostro mondo. L’attivismo può fare la sua parte nel risvegliare coscienze e nel supportare processi.

 

 

Grazie, Giulia. Siamo certe che torneremo a collaborare presto sui temi che ci uniscono! Nel frattempo, aderiamo con piacere e con convinzione al vostro Manifesto!

 

 

 

Link utili:

Dire Fare CambiareManifesto | Per un’ora d’autore | Laboratorio teatrale | Cinema Sostenibile

#4women4earth

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