Corsage

28 Giugno 2022

Un titolo che racchiude un’idea. È una metafora efficace quella del corsetto che dà il nome al film, entro il quale la società costringeva la vita (fisica e spirituale) delle donne, privandole persino del respiro. 

 

Corsage, scritto e diretto dall’austriaca Marie Kreutzer (The ground beneath my feet), presentato nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes, interpretato dalla magnetica Vicky Krieps (Il filo nascosto) sarà prossimamente nelle sale italiane distribuito da BIM Distribuzione.

 

Racconta il mito della Principessa Sissi che ha affascinato il pubblico fin dalla trilogia da favola con l’indimenticabile Romy Schneider.  Dopo il recente successo della serie televisiva tedesca Sissi con Dominique Davenport, ora un’altra interprete si appresta ad indossarne la corona nella finzione. 

 

Questa nuova versione mostra Sissi adulta, matura, per non dire “vecchia” secondo l’idea dell’epoca. Nella Vienna del 1877 ha 40 anni e la bellezza inizia a sbiadire, generando in lei crisi d’identità fortissime e reazioni di ogni genere pur di tenersi stretta un’estetica tanto iconica in cui forse pensa risieda tutto il proprio potere e carisma. Tra sigarette ed eroina, la sovrana è insofferente alla vita di corte e al protocollo reale asburgico.

 

L’imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria raccontata nel film ha connotazioni inedite, anche se non necessariamente ancorate all’accuratezza storica. Gli anacronismi qui passano anche attraverso la musica pop, per raccontare in chiave contemporanea il dramma solitario di una regnante infelice. 

 

Gli studiosi, infatti, concordano sul fatto che i rapporti con il consorte Franz Joseph (Florian Teichmeister) fossero tutt’altro che all’insegna del romanticismo.

 

La graduale ossessione per il proprio aspetto e per i corsetti (corsage) sempre più stretti la rende dispotica, in un clima esasperato da una probabile depressione e dai disturbi alimentari. Un’eroina sua malgrado del femminismo moderno, la Sissi di Kreutzer all’apparenza se ne infischia di tutti e tutto, troppo concentrata sugli inarrivabili standard che si è prefissata. 

 

La sua discesa nell’ossessione raggiunge il suo apice quando decide d’indossare un velo sul volto in pubblico, per eclissare all’altrui vista quello che ritiene uno spettacolo non più degno dell’usuale ammirazione. 

 

L’accessorio, reinventato dalla costume designer Monika Buttinger, diventa suo malgrado leggendario, almeno quanto gli amati-odiati corsetti. 

 

Attraverso l’evoluzione o involuzione del guardaroba di Sissi si riesce a leggere la sua anima, a percepire il disagio di vivere e l’orrore dell’età che avanza. A nulla servono le storie extraconiugali o le interazioni fra le lenzuola con l’imperatore.

Il simbolismo feroce di Corsage sulla condizione femminile fa a pezzi questo mito. Che sia figlio dei suoi tempi e quindi più adatto ai giorni nostri?

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