Call my legal –
Eccezioni e Limitazioni al Diritto d’Autore e Fair Use –
di Angelisa Castronovo

28 Ottobre 2022

Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, The Last Movie Stars di Ethan Hawke, è una docu-serie di sei puntate prodotta da Martin Scorsese, che ripercorre la vita e la carriera della coppia Paul Newman e Joanne Woodward, prossimamente su Sky.

 

Il materiale usato per ricostruire la vicenda umana e artistica della coppia è particolarmente ricco e riguarda numerose interviste d’epoca dei protagonisti, gli spezzoni dei film, le interviste agli amici e ai conoscenti, che vengono mescolati alle interviste ritrovate lette dagli attori scelti dal regista.

 

Come si sposa l’utilizzo di materiali coperti da diritto d’autore con la libertà creativa di un autore che vuole creare un’opera nuova assemblando tali contenuti con altri nuovi?

 

La ratio della disciplina in materia è quella di tutelare gli autori ricompensandoli per i frutti del loro lavoro creativo insieme alla necessità di perseguire il bene collettivo per la promozione e lo sviluppo della creazione delle opere dell’ingegno.

 

Tuttavia, la disciplina prevede di sospendere temporaneamente, in casi determinati stabiliti dalla legge o decisi dalla giurisprudenza, l’efficacia delle norme che regolano la materia.

 

Il target è quello avente ad oggetto il bilanciamento di contrapposti interessi e scopi di solidarietà sociale. La garanzia riguarda il rispetto dei diritti personali garantiti a livello costituzionale.

 

Se vogliamo mettere i sistemi giuridici a confronto, abbiamo da un lato l’Europa e la Cina che prevedono un modello ibrido per le cd. eccezioni e limitazioni in materia di diritto d’autore attraverso un’elencazione tassativa di usi consentiti dietro versamento di un equo compenso e non prevedono un’applicazione analogica. Il sistema si caratterizza dunque per rigidità e certezza.

 

Negli USA invece vige la cd. Fair Use Doctrine secondo cui esistono casi di eccezione specifici per il diritto di esecuzione pubblica; infatti, l’uso di contenuti coperti da diritto d’autore per ragioni di critica, commento, informazione, insegnamento, scuola o ricerca, non è in violazione del copyright (le Corti non usano dare molto peso a queste fattispecie). Inoltre, la dottrina è sempre in evoluzione per adattare gli usi consentiti alle nuove tecnologie.

 

In Inghilterra, Canada, Australia la soluzione è intermedia perché vige un’elencazione tassativa di usi oltre alla valutazione di determinati fattori.

 

In Italia, la materia è regolata dalla Legge 633/1941, ed in particolare agli artt. 65-71 decies, che prevedono le cd. eccezioni e limitazioni.

 

Si tratta di norme eccezionali con stretta interpretazione del dettato normativo.

 

Cosa sono le eccezioni in materia di diritto d’autore in Italia?

 

Il diritto d’autore non è escluso, ma in presenza di determinate circostanze è consentito l’utilizzo dell’opera (riproduzione in presenza di handicap, studio, ricerca, parodia).

 

Le limitazioni invece riguardano i casi in cui il diritto d’autore è degradato a diritto a compenso per legge o attraverso l’accordo delle parti (copia personale, reprografia, la riproduzione di opere presso la sede di centri o istituti di assistenza e volontariato, riproduzione di emissioni radiotelevisive all’interno di ospedali pubblici e da istituti di prevenzione e pena).

 

Quando si parla di Fair Use negli USA ci si riferisce ad un utilizzo lecito, pur in assenza del rilascio del consenso da parte del titolare dei diritti sull’opera.

 

Sono quattro le circostanze da valutare: lo scopo e la natura dell’uso, la natura dell’opera protetta, la quantità e la rilevanza della parte utilizzata rispetto al complesso dell’opera protetta.

 

Le conseguenze di tale utilizzo sul mercato potenziale e sul valore dell’opera tutelata sono molteplici.

 

La Sect. 107 USC negli USA apre con l’indicazione, a carattere esemplificativo di una serie di finalità per le quali è consentito l’utilizzo lecito dell’opera: scopi di critica, di commento, di informazione, di insegnamento e di ricerca (non hanno molto peso nelle decisioni dei giudici).

 

È ampia la discrezionalità in mano alle Corti se ravvisare un caso di fair use.

 

Per quel che concerne l’oggetto e la natura dell’uso, non viene dato conto all’aspetto soggettivo (di chi compie l’utilizzo), ma piuttosto all’elemento oggettivo, prendendo in considerazione se l’uso ha natura commerciale oppure didattica o creativa/trasformativa. Si osserva poi se l’uso sia a scopo di lucro o per non-profit. La gradazione e l’intensità dell’uso commerciale può variare: chi riprende una parte considerevole di un’opera altrui per attrarre a sé il pubblico, metterà in atto un’operazione commerciale più rilevante che non colui che utilizza solo una foto o un articolo o una porzione dell’opera originale.

 

L’uso commerciale/non commerciale ha la seguente modalità di valutazione: riportare parti di un’opera di uno scrittore in un testo critico può essere consentito dallo scopo illustrativo di spiegarne lo stile, mentre il citare particolari più frivoli, per esempio della corrispondenza epistolare di tale scrittore, con il solo scopo di attirare più pubblico può, invece, essere considerato un uso commerciale.

 

In una sola opera possono coesistere usi commerciali e usi che, al contrario, possono essere giustificati dal fair use.

 

Per valutare tale requisito non bisogna solo guardare alle vendite e agli utili derivati dal prodotto, ma anche il profitto che si è ricavato per non aver pagato i diritti all’autore originario.

 

L’uso trasformativo di un’opera altrui permette di capire se l’autore ha apportato una serie di modifiche e aggiunte in modo da creare un lavoro dotato di una nuova espressività e di un nuovo messaggio (art. 4 Legge sul diritto d’Autore). Per cui l’uso commerciale viene attenuato nella sua intensità.

 

La giurisprudenza americana sul copyright ha sviluppato la dottrina del de minimis che permette che parti minime di opere altrui possano essere utilizzate senza autorizzazione (si fa eccezione per il sound recording, ponendo l’accento alla differenza tra sample e cover).

 

La quantità non è però la sola misura che la Corte deve valutare dato che la legge parla anche di qualità della parte dell’opera utilizzata.

 

La Corte nel caso Harper & Row Inc. v. Nation Enterprises decise che, pur essendo la porzione di testo usata non così ingente, la qualità e l’importanza di tale parte utilizzata senza consenso risultava centrale e di estrema significatività.

 

Viene valutato inoltre se l’uso di parte di un’opera possa in qualche modo incidere negativamente sul mercato dell’autore.

 

Al giorno d’oggi, le licenze e i diritti verso le opere derivate possono rappresentare una ingente fonte di utili e, quindi, di mercato potenziale, che non si esaurisce con la sola vendita delle copie dell’opera originale.

 

Tutti e quattro i fattori godono della stessa importanza, anche se quelli relativi allo scopo e alla natura dell’uso e alla rilevanza della parte utilizzata rispetto al complesso dell’opera protetta, sono considerati di maggior peso dalla giurisprudenza statunitense.

 

Il fair use consente gli usi delle opere che hanno un valore per la collettività (socially laudable purposes).

 

Il three-step test è un meccanismo che si pone come arbitro per prevenire e regolare il ricorso al sistema di limitazioni ed eccezioni e che deve mediare fra gli interessi contrapposti degli autori e

quelli pubblici, che fanno capo a scopi di tipo culturale, di ricerca, di istruzione.

 

L’Art. 9, comma 2, della Convenzione di Berna prescrive che è riservata alle legislazioni dei Paesi dell’Unione la facoltà di permettere la riproduzione delle opere in taluni casi speciali, purché una tale riproduzione non rechi danno allo sfruttamento normale dell’opera e non causi un pregiudizio ingiustificato ai legittimi interessi dell’autore.

 

Tale principio è stato ribadito nella Direttiva 29/2001/CE e trasposto nella Legge sul Diritto d’Autore all’art. 71 nonies LdA: “Le eccezioni e limitazioni disciplinate dal presente capo e da ogni altra disposizione della presente legge, quando sono applicate ad opere o ad altri materiali protetti messi a disposizione del pubblico, in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelto individualmente, non devono essere in contrasto con lo sfruttamento normale delle opere o degli altri materiali, né arrecare un ingiustificato pregiudizio agli interessi dei titolari”.

 

I casi eccezionali sono i servizi on demand in Italia. Il criterio del pregiudizio ingiustificato ai legittimi interessi dell’autore consente il pagamento di una somma equa per compensare in qualche modo il diritto del titolare, nel caso in cui la riproduzione di un’opera non sia irrilevante.

 

La vaghezza con la quale tali limiti di utilizzazione sono stati tracciati ha spesso provocato alcune critiche in dottrina, proprio per la scarsità di elementi precisi di identificazione.

 

Utile per tentare un’armonizzazione tra le varie legislazioni degli Stati Membri che sono lasciati liberi dall’art. 5 della Dir. 29/2001/CE di adottare le eccezioni e limitazioni facoltative.

 

In Italia l’articolo di legge che più si avvicina alla teoria del fair use statunitense è l’Art. 70, comma 1 bis, Legge sul diritto d’Autore secondo cui è: “consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.”

 

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