Le fotografe

29 Maggio 2021

Le fotografe è la nuova serie Sky Original partita lunedì 24 maggio alle 21:15 su Sky Arte (canali 120 e 400)

e disponibile anche on demand e in streaming su NOW. È la docu-serie, creata e diretta da Francesco G. Raganato e prodotta da Terratrema Film in collaborazione con Seriously, interamente dedicata a otto fotografe italiane che trattano temi legati al femminile.

 

Ogni episodio è dedicato a una fotografa, al suo originale punto di vista e a un tema specifico – dall’amore alla sessualità, dal ruolo della donna nella società al body positivity – uniti dalla concezione della fotografia come strumento di indagine, di racconto e di espressione artistica.

 

Le otto professioniste portano sullo schermo le loro specificità, umane e professionali.

 

Nel primo episodio Guia Besana mette in scena situazioni e problematiche delle donne contemporanee: nella sua casa di Barcellona – mentre prepara un piccolo set casalingo con oggetti femminili come borse, gioielli, trucchi – ci racconta la sua poetica,   che si basa sulla creazione di un’immagine costruita a partire dal proprio vissuto. Poi, in un’area dismessa di un aeroporto fuori Barcellona, Guia ci racconta della paura di prendere l’aereo che ha ereditato dalla nonna. I filmini della sua infanzia in Super8 si intervallano agli scatti della fotografa che ritraggono due donne, una giovane e un’anziana, in un dialogo immaginario tra la Guia di oggi e quella di domani.
Infine, Guia ci parla del suo nuovo progetto: Strangely Familiar, una serie di scatti dirompenti che ritraggono una bellissima modella russa trasformata in una donna barbuta.

L’idea della serie nasce da un evento molto particolare nella vita di Guia, quello di una paralisi facciale che lei stessa ha sperimentato sulla sua pelle per un periodo, la paralisi di Bell, e che le ha fatto provare il disagio degli sguardi della gente focalizzati sul suo volto.

 

Nel secondo episodio, Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa rock dei grandi della musica italiana e internazionale, racconta il ruolo delle donne nella società. All’interno della sua casa a Roma, Ilaria ci racconta dei suoi inizi come fotografa di band rock e indie del circuito romano e della sua ascesa con scatti ad artisti sempre più importanti e copertine di famose riviste musicali.

 

La vedremo all’opera con il leader degli Afterhours, Manuel Agnelli, e nella parte del suo lavoro dedicata alla rappresentazione delle donne nella società: nell’appartamento di Emma Bonino, nel suo studio con la campionessa di atletica Danielle Madam, al laghetto urbano dell’ex-Snia con Lavinia Iovino, giovanissima portavoce dei Fridays For Future Italia e mentre illustra il ritratto che le sta più a cuore, quello di Paola Turci.

 

La giovane ritrattista Sara Lorusso racconta la sua generazione, alla ricerca di un posto nel mondo. Nella sua casa-studio a Bologna, Sara presenta About Sexuality la sua prima serie fotografica dedicata alla sessualità femminile e di come sia ancora considerata un tabù. La fotografia l’ha aiutata a superare il rapporto complicato con il suo corpo, grazie anche ai consigli dell’artista Valentina d’Accardi. Uno dei ritratti a cui è più legata è quello all’atleta paraolimpica Veronica Yoko Plebani che conversa con lei di femminilità oltre gli stereotipi estetici. Con tre amiche Sara ha dato vita a Mulieris Magazine, rivista semestrale tutta al femminile, ma con New Masculinity racconta anche il femminile che può essere ritrovato nel maschile, in cui il soggetto dei suoi ritratti è La Persia, giovane designer ritratto in guepière in una rappresentazione estetica del gender fluid.

 

La quarta fotografa è Carolina Amoretti. Nella sua casa-studio di Milano, Carolina ci parla delle sue prime esperienze a Fabrica, la scuola di arti visive di Benetton, dove realizza i suoi primi autoritratti, giocosi, colorati, pop. Con un gruppo di amiche, che lavorano nella fotografia, nella moda e nella comunicazione, emerge poi la necessità di raccontare il corpo femminile in maniera nuova: non più l’immagine di una donna androgina, ma quella di una donna reale, con tutte le sue imperfezioni che diventano tratti unici. Carolina ci mostra alcuni suoi scatti che hanno sdoganato, in tempi non sospetti, il tema della body positivity.

 

Nel quinto episodio Maria Clara Macrì racconta il progetto In Her Rooms: una serie di foto di ragazze nelle loro stanze che l’artista ha intrapreso anni fa e che l’ha portata in tutto il mondo.

 

In Her Rooms rivendica l’indipendenza intellettuale sociale e economica della donna, che deve necessariamente passare per ’una stanza tutta per sé’ dove essere libere di creare e di esistere. Mentre ritrae due ragazze Maria Clara racconta cosa significhi vivere in un corpo che non rispecchia i canoni di bellezza e parla di un nuovo progetto con coppie mixed race che vengono da culture, etnie, estrazioni sociali diverse. Una delle ragazze da lei ritratte è La Niña, stella nascente dell’urban pop napoletano.

 

Roselena Ramistella racconta la potenza delle donne della sua isola, la Sicilia; presenta Deepland con cui ha vinto il Sony Photo Award e il Vogue Italia Prize, dove racconta la sua Sicilia in un viaggio a dorso di mulo. Deepland l’ha portata poi a un progetto sulla “mafia dei pascoli” sui Monti Sicani dove incontra le sorelle Napoli, due donne che hanno subito pesanti minacce mafiose. Con Be Twins affronta il concetto di identità, con I giochi di Sofia, ci racconta di una bambina di fronte la separazione dai genitori, ma si torna presto alla Sicilia e alle sue donne, con il racconto di un progetto dedicato alle mogli dei pescatori di Mazara del Vallo, rapiti e incarcerati in Libia.

 

Nel settimo episodio, la giovane fotografa di moda Zoe Natale Mannella ritrae l’amicizia e l’intimità tra ragazze della sua generazione; per il progetto Sotto le lenzuola, dedicato alle ragazze nel loro letto, in un’intimità sognante. Parla di amicizia e di confidenza, di una fotografia istintiva, da cui nascono foto pop, colorate, ironiche e dei suoi esordi con il progetto Taxidì, dedicato a giovani ragazze in vacanze al mare. Poi in un appartamento anni ’70 Zoe scatta un ritratto alla madre, pittrice e art director che ha lavorato nella pubblicità milanese negli anni ’90: le due donne si confrontano tra diversi canoni estetici, classico e contemporaneo.

 

Nell’ottavo e ultimo episodio, Simona Ghizzoni usa l’autoritratto per raccontare con sguardo delicato, temi difficili come i disturbi alimentari o la violenza sulle donne. Dal suo casolare di Rieti, racconta il suo percorso artistico che parte dall’autoritratto come ricerca di sé. I suoi autoritratti sono divisi in serie: Aftermath indaga l’aspetto più animale della donna, Rayuela intreccia ritratti e elementi vegetali, in Rêve Géologique rappresenta l’elemento della terra. Una trilogia che racconta la nostra permanenza nel mondo, mentre Isola, progetto scattato sull’Appennino emiliano narra il rapporto dell’uomo con il mondo. Simona racconta i suoi disturbi alimentari con la serie Odd Days, che le è valsa il 3° posto al World Press Photo 2008 e un Award al Photo Espana 2009. La fotografa racconta anche del suo interesse per le arti performative e per il reportage, e del suo impegno nei diritti civili delle donne.

 

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