Intervista a Giulia Infurna
Presidente Associazione Effetti Visivi.

29 Luglio 2020

In questa Newsletter apriamo una rubrica dedicata ai mestieri dell’audiovisivo, con interviste alle protagoniste dell’industria del cinema, della TV e dei media in Italia.

Incontriamo in questo primo appuntamento Giulia Infurna, Art Director di Iervolino Entertainment e Presidente di AVFX – Associazione Effetti Visivi.

 

 

Giulia, iniziamo con le presentazioni.

 

Sono Giulia Infurna, madre di quattro figli e lavoratrice dello spettacolo. Da un anno circa sono Art Director per Iervolino Entertainment per due serie tv di animazione per bambini ma la mia professione principale negli ultimi venti anni è stata quella di Compositing Supervisor e Visual Effects Supervisor per gli effetti visivi di cinema e tv per Galactus e Canecane. Sono Presidente di AVFX, Associazione Effetti Visivi Italiani.
Suono il pianoforte da quando avevo cinque anni e ho continuato gli studi musicali fino al Conservatorio. Oggi suono per piacere personale e accompagno i miei figli nella loro crescita musicale.

 

 

Ci descrivi il tuo mestiere?

 

Il mio mestiere di oggi, quello dell’Art Director, consiste nel garantire la qualità artistica delle serie animate che stiamo realizzando. A proposito, si chiamano Artic Friends e Puffins e nei prossimi mesi saranno distribuite in tutto il mondo sulle più importanti piattaforme di streaming conosciute.
La supervisione artistica in questo ruolo consiste in varie responsabilità: verificare la qualità e la fattibilità degli storyboard realizzati, fornire indicazioni sul tipo di fotografia da utilizzare per illuminare i set e i personaggi, fornire indicazioni su FX e grafica da utilizzare nelle scene, approvare le scene realizzate in CGI, seguire il processo di color correction. Per svolgere il mio lavoro utilizzo software come DaVinci Resolve, Fusion e Photoshop. Venendo dall’esperienza della programmazione, mi sto inoltre occupando dell’organizzazione della pipeline produttiva su Shotgun.
La mia esperienza pregressa mi ha permesso di conoscere e approfondire software come Nuke, Flame, Maya, After Effects. Ho lavorato su oltre 120 film per gli effetti visivi e questo mi ha permesso di sviluppare le capacità artistiche che oggi mi consentono di svolgere con precisione e creatività il mio lavoro.

 

 

Quali doti o interessi specifici sono necessari? Quale caratteristica ritiene più necessaria per intraprendere questo mestiere.

 

Dal momento che si parla di immagini create in computer grafica innanzitutto bisogna avere la passione per il computer. E’ importante avere interesse per l’arte in generale e approfondire soprattutto le arti visive tra cui la fotografia, il disegno, la pittura, la scultura, il cinema, l’animazione. E’ importante anche avere interesse per lo storytelling, il teatro, la narrativa.
La caratteristica necessaria per intraprendere questo mestiere è la curiosità. Essere curiosi di guardarsi intorno per prendere spunto dalla realtà, da ciò che si vede ogni giorno, da ciò che si può cogliere ovunque come fonte di ispirazione. La curiosità che ci spinge a cercare senza saziarci mai per poter selezionare e scegliere sempre il meglio. La curiosità e la ricerca si autoalimentano. Le doti principali sono la precisione (in modo simpatico mi chiamano nitpicky) e la capacità organizzativa che ritengo necessarie per la riuscita di un buon prodotto.

 

 

Cosa ti ha ispirato o influenzato nella scelta?

 

La mia grande passione per l’informatica si è manifestata già in tenera età. In famiglia ero l’unica divoratrice di manuali e libretti di istruzione dalla lavatrice al videoregistratore al Commodore 16.
Il primo computer l’ho avuto a 12 anni, un IBM XT 8086 e da allora è stato un continuo upgrade. Sin da subito ho manifestato interesse per la programmazione ed è per questo motivo che ho deciso di continuare gli studi informatici scegliendo le scuole più adatte alla programmazione. Dopo tanti anni di successo in programmazione e creazione di database sentivo che avrei potuto utilizzare questo potente strumento per creare qualcosa di diverso e più stimolante. Così un giorno, per caso, all’età di 25 anni, un mio amico mi parlò del primo corso di grafica 3D a Roma che da subito mi incuriosì e a cui mi iscrissi. Sin da subito emersero le mie capacità artistiche con il computer, ancor più che con il disegno, la pittura e la scultura, tanto da distinguermi dagli altri partecipanti al corso e ricevere da subito diverse offerte di lavoro.

 

 

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?

 

La prima difficoltà la incontrai in famiglia. Mio padre accolse con scetticismo la mia decisione di intraprendere un nuovo percorso formativo all’età di 25 anni, con una carriera lavorativa già consolidata. Ci mise molto a convincersi che avevo fatto la scelta giusta.
La seconda difficoltà la incontrai in ambiente di lavoro, quando entrai a Cinecittà come Digital Compositor per realizzare gli effetti visivi di film, serie tv e pubblicità. Mi scontrai da subito con un ambiente prevalentemente maschile dove la figura femminile era poco considerata per l’assegnazione di compiti e ruoli creativi e decisionali. Ma la mia forte determinazione e caparbietà mi ha spinta a lottare per guadagnarmi la fiducia, il rispetto e la stima dei miei colleghi e datori di lavoro. Di lì a poco infatti riuscii ad ottenere uno dei ruoli più importanti dell’azienda e ad essere una delle figure di riferimento anche per i clienti.

 

 

Parlaci dell’Associazione Effetti Visivi, quali sono i loro obiettivi, perchè è stata fondata, da chi è costituita, quali sono le sue principali attività.

 

L’Associazione è nata quattro anni fa dalla volontà di un gruppo di professionisti, tra i quali io e alcuni membri dell’attuale Consiglio Direttivo, nel voler creare una rete di condivisione e collaborazione nel settore degli effetti visivi in Italia, soprattutto tra le aziende. Prima di allora percorrevamo le nostre strade in senso parallelo ma c’era molta diffidenza e paura di vedersi soffiato dagli altri il lavoro e i clienti. Questo creava disorientamento e mancanza di fiducia nel nostro settore. Abbiamo quindi deciso di cominciare a fidarci l’uno dell’altro, a creare un codice etico a cui attenerci, ad aiutarci vicendevolmente per risolvere questioni con le produzioni, con le istituzioni e con i contratti di lavoro.
Il nostro scopo è quello di promuovere il nostro lavoro e valorizzarlo sia in Italia che all’estero.
Infatti una delle principali attività dell’associazione è stata sin da subito l’organizzazione di eventi sul tema degli effetti visivi. Il principale evento ad oggi è il Festival Effetti Visivi che si svolge ogni anno nel mese di gennaio, in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello e la Roma Lazio Film Commission.
Altre attività importanti dell’associazione sono la formazione, il dialogo con le istituzioni per la crescita del settore, il riconoscimento delle qualifiche professionali…

 


Quali figure professionali sono contemplate?

 

L’associazione rappresenta tutte le figure professionali del settore degli effetti visivi e affini come l’animazione, i videogiochi, la motion graphic, la realtà virtuale, ecc.
Ne fanno parte non solo chi lavora direttamente al computer ma anche supervisori, art director, coordinatori, producer, editor, colorist, ecc.

 

 

Qual è il percorso formativo per intraprendere questi mestieri oggi?

 

Prima di intraprendere il percorso formativo è importante approfondire ed analizzare i vari settori sopra menzionati per individuare quello che più si addice ai propri interessi.
Poi bisogna scegliere una buona scuola con insegnanti qualificati, che abbia un programma ben strutturato.
E’ possibile rivolgersi all’associazione per ricevere informazioni e consigli sul percorso formativo.

 

 

Vedi delle differenze tra la tua generazione e quella nuova nell’interesse per professioni tecniche/scientifiche?

 

Nel nostro caso si parla di professioni tecnico-creative. Sicuramente la sempre più crescente offerta di contenuti di intrattenimento e digitali su cellulari, tablet, TV e computer ha scatenato la curiosità e la voglia di interagire con questi strumenti.

 

 

Quanto è rilevante la presenza di role models per intraprendere una professione come questa?

 

Ho sempre pensato che l’interesse principale debba partire dall’opera e dalle tecniche utilizzate.
Ritengo che ognuno debba seguire la propria strada e il proprio istinto senza smettere mai di costruire il proprio role model.
Non posso negare che personalmente riconosco i miei role models di riferimento nelle persone che incontro sul mio percorso, dalla baby sitter dei miei bambini ai miei colleghi di lavoro. Da ognuno catturo la qualità che serve a completare la mia professionalità e capacità di esprimermi sul lavoro.

 

 

Come siamo messe in questo segmento dell’industria con la parità di genere (aperture a stesse opportunità tasso di occupazione e parità di salario)?

 

La situazione è nettamente cambiata negli ultimi 10 anni. Non mi è più capitato di assistere a discriminazioni di alcun genere né di disparità di salario. E’ vero che la presenza femminile nel settore degli effetti visivi è ancora in minoranza ma penso che sia molto legato alla cultura del nostro paese. Spero che nei prossimi anni la crescente diffusione delle informazioni e la possibilità di accedere più facilmente ai contenuti e agli strumenti tecnologici possa contribuire ad equilibrare questo divario.

 

 


Cosa consiglieresti a una ragazza che oggi si confronta con la scelta della sua futura professione?

 

Consiglierei di analizzare quali sono i suoi interessi, le sue attitudini, le sue passioni. Perché la scelta più gratificante sarà quella che le permetterà di essere felice lavorando con ciò che le piace.

 

 

 

Che tipo di sinergie possono sviluppare AVFX e WIFTMI?

 

Le due associazioni affrontano temi vicini tra loro e sarebbe interessante lavorare insieme per sensibilizzare le nuove generazioni femminili ad esempio organizzando eventi mirati che possano mostrare loro quanta strada hanno fatto le donne nel nostro ambiente e le infinite opportunità che offre.
Il nostro è un settore giovane, formatosi negli ultimi trent’anni, e per questa ragione l’offerta di lavoro ancora non è satura. Inoltre se si dimostra di avere delle capacità la gratificazione può arrivare prima che in altri settori e si può ambire, anche in giovane età, a crescere professionalmente e a rivestire ruoli di importanza rilevante in tutti gli ambiti: artistici, creativi, tecnici, organizzativi, manageriali, ecc.

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