David di Donatello 2021.
E se fossimo noi la giuria?

28 Aprile 2021

L’11 maggio si dichiareranno i vincitori della 66° edizione dei David di Donatello.

 

Vi proponiamo un gioco: immaginate di far parte della giuria e mandateci le vostre preferenze per capire se la nostra sensibilità di Women in Film è in linea con la giuria ufficiale o se il nostro modo di vedere le cose è molto distante. L’esercizio potrebbe rivelare delle sorprese?

 

 

Magari saremo un po’ di parte, dalla parte delle donne oppure imparzialmente giudicheremo secondo il nostro senso e le nostre esperienze professionali.

 

I film in concorso sono 147, di questi, 19 sono diretti da registe (12,93%).

 

Nell’ordine:

Chiara Bellosi (Palazzo di giustizia), Milena Cocozza (Letto No. 6), Cristina Comencini (Tornare), Emma Dante (Le sorelle Macaluso), Nunzia De Stefano (Nevia), Ginevra Elkann (Magari), Giorgia Farina (Guida romantica a posti perduti), Alice Filippi (Sul più bello), Minuta Gabura (Donne e donne), Giuliana Gamba (Burraco fatale), Elisa Mishto (Stay Still), Silvia Monga (Dreams, il calore dei sogni, con Andrea Mazza), Alessandra Mortelliti (Famosa), Patrizia Mottola (The Mirror), Laura Muscardin (La guerra di Cam), Susanna Nicchiarelli (Miss Marx), Emanuela Rossi (Buio), Isabella Sandri (Un confine incerto), Lucia Zanettin (La val che urla).

 

Tra gli 11 candidati per la miglior produzione, tre sono donne (Marta Donzelli e la belga Valérie Bournonville con Gregorio Paonessa e Joseph Rouschop per Miss Marx e Laura Paolucci con

Domenico Procacci per I predatori).

 

Come miglior sceneggiatura: Tania Pedroni (in gara con Diritti e Fredo Valla per Volevo nascondermi) e Francesca Marciano (nominata con Stefano Mordini e Luca Infascelli per Lasciami andare) sono le uniche scrittrici su 18 candidati in totale.

 

Due donne sono in gara per il montaggio:

Esmeralda Calabria per Favolacce e Simona Paggi per Hammamet.

 

Una per la fotografia (la francese Crystel Fournier per Miss Marx), una per gli effetti speciali (Elisabetta Rocca, con Stefano Leoni per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose).

 

Nelle altre categorie tecniche dove tradizionalmente si riscontra una maggior presenza femminile, sono otto

le scenografe su quattordici nominati, tre su cinque le costumiste, due su otto le truccatrici, una acconciatrice su cinque nominati.

 

La presidente Piera Detassis è una donna molto attenta alle tematiche femminili, magari potremmo farle pervenire il nostro sondaggio…chissà che il prossimo anno una rappresentante di WIFTM possa essere chiamata in giuria?

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