Audizione 7^ Commissione Senato su emergenza epidemiologica Covid-19 nei settori beni e attività culturali. Osservazioni e proposte.

29 Luglio 2020

Lo scorso 7 luglio siamo state invitate a un’audizione informale nella sede dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari della 7ª Commissione del Senato, in merito all’impatto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 nel settore della cultura.

 

È stato per noi un onore e un onere cercare di portare in quella sede qualcosa che fosse non solo rappresentativo di una situazione complessa, ma anche e soprattutto propositivo.

 

Questo il testo integrale dell’audizione con le nostre osservazioni e le nostre proposte.

La brevità del testo e la natura molto sintetica delle riflessioni sono dovute al fatto che il tempo a disposizione delle numerose associazioni presenti era minimo (6 minuti).

 

L’associazione Women in Film, Television e Media Italia si è costituita nel 2018 in rappresentanza delle donne che lavorano nel mondo dell’audiovisivo ed è parte del network Women in Film, TV & Media fondato negli Stati Uniti già nel 1973 e presente in 40 paesi nel mondo.

 

L’obiettivo principale della nostra associazione è quello di colmare il gender gap nella nostra industria, portandovi la cultura e la pratica della parità, dell’integrazione, dell’inclusione e della rappresentanza della diversità.

 

Utilizzando il nostro punto di osservazione, siamo chiamate oggi a parlare del mondo che aspetta i professionisti e le professioniste dell’audiovisivo dopo il COVID-19.

 

L’impatto della pandemia su tutte le filiere del nostro comparto, nessuna esclusa, è stato ed è ancora evidente nelle sue ripercussioni economiche e sociali.

 

Non dimentichiamoci che questa crisi si è inserita in un contesto già minato dalle ristrutturazioni di multinazionali – quali ad esempio Disney e Fox – operanti sul territorio italiano, nonché dal globale sconvolgimento del settore televisivo e dell’home video (anche a seguito dell’arrivo delle grandi piattaforme on demand).

 

Tutti gli studi e le statistiche ci dicono che le donne sono le più esposte e colpite, assieme ai giovani, nei periodi di crisi, a maggior ragione se crisi globali.

Ma non ci sono ad oggi studi e statistiche che ci dicano in che misura le donne siano state realmente colpite a seguito dell’emergenza coronavirus.

 

Come ha già sottolineato il presidente dell’APA Giancarlo Leone, nel suo intervento agli Stati Generali dell’Economia del mese scorso: in assenza di dati certi non si possono fare proposte concrete.

 

La nostra prima proposta è quindi che venga costituito un Osservatorio al fine di raccogliere ed analizzare

i dati dell’impiego pre e post COVID-19, sia quantitativamente che qualitativamente, dal punto di vista del genere: non ci interessa sapere solo se e quante donne hanno perso il lavoro, ma in quale proporzione e rispetto a quale ruolo e retribuzione per filiera, per quali ragioni e se in maniera definitiva o temporanea.

 

Sulla base dei risultati ottenuti, il legislatore dovrà intervenire a garanzia e sostegno dell’impiego femminile

e di una offerta audiovisiva inclusiva e rappresentativa, tale da agire sul disequilibrio di genere e di retribuzione dove presente.

 

Fin da ora, vorremmo però incoraggiare le seguenti iniziative, da tenere in fondamentale considerazione anche rispetto alla possibilità che ci sia una seconda ondata di Covid-19 in autunno. Non ce lo auguriamo ovviamente, ma in caso sarebbe auspicabile arrivare più preparati:

 

 

  • La creazione di un database dell’audiovisivo che faciliti la ricerca per genere ed il processo di riassunzione o impiego delle figure professionali femminili che hanno maggiormente subito la crisi in corso (in tal senso invitiamo a guardare e approfondire gli strumenti sviluppati in altri paesi);

 

  • L”aggiornamento della comunicazione istituzionale – anche attraverso la consulenza di associazioni come la nostra – al fine di sfuggire alla trappola degli stereotipi di genere della quale ad esempio ha sofferto la campagna di comunicazione per la app Immuni;

 

  • Il potenziamento delle agevolazioni fiscali nel caso di impiego di competenze femminili, come ad esempio nel caso del punteggio per i contributi selettivi erogati dal MiBACT, che potrebbe essere applicato anche ai contributi automatici;

 

  • L’’applicazione di sgravi fiscali in caso di assunzione di lavoratrici che abbiano perso il lavoro a causa della pandemia.Al contempo, auspichiamo che le aziende offrano o implementino la possibilità dello smart working a chi ne farà richiesta, in particolar modo ai lavoratori con nucleo familiare a carico, siano essi figli o genitori o altri congiunti non indipendenti.

 

  • Suggeriamo anche che le aziende sostengano ed incoraggino un’equa distribuzione del carico familiare per nucleo ad esempio attraverso l’istituzione di un “monte ore famiglia” retribuito, affinché la cura familiare non ricada sulla parte economicamente più debole, che sappiamo statisticamente essere quella femminile.

 

  • Per finire ci sentiamo di incoraggiare e sostenere un intervento che sia forte e sentito a livello formativo, a livello scolastico, con l’introduzione di un progetto educativo sui pregiudizi inconsci e la parità di genere, oggi più che mai necessario per una ripartenza che si fondi su basi solide e soprattutto paritarie. Stiamo lavorando su questo tema e ci rendiamo disponibili a lavorare in sinergia a progetti dedicati per il ciclo scolastico.

 

Concludiamo auspicandoci che il mondo dopo il coronavirus non sia come prima, ma migliore di prima.

 

Supportare l’impiego femminile nell’audiovisivo non è solo giusto, ma è anche necessario per garantire la pluralità delle voci in una industria che per sua natura infiltra ogni aspetto della cultura e della società di un paese.

 

Questa crisi ci offre l’opportunità di intervenire sui disequilibri di genere esistenti e di velocizzare un processo di cambiamento anziché vederlo ulteriormente rallentato.

 

Un’industria audiovisiva equa, equilibrata ed inclusiva è garanzia di un paese più equo, equilibrato ed inclusivo.

 

Ringraziando ulteriormente per l’invito odierno, ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una conversazione che approfondisca ciò che qui è stato presentato in pura forma di spunto di riflessione.

 

 

Margherita Chiti (Vice Presidente) in rappresentanza dell’associazione WIFTM Italia

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