Sguardi Altrove Film Festival:
…and the winner is?

30 Ottobre 2021

Vince il Premio WIFTMI per la sezione Nuovi Sguardi Four Mothers di Raphael Levin e Dana Keidar Levin. Menzione speciale per Souad di Ayten Amin.

 

Ecco le motivazioni della giuria composta dalle socie Anastasia Plazzotta (Wanted Clan) e Giorgia Priolo (EDI) e dal socio Ciro Scala (Chili):

 

PREMIO WIFTMI – SGUARDI ALTROVE 2021  “Abbiamo deciso di assegnare il premio WIFTM Italia a Four Mothers di Raphael Levin e Dana Keidar Levin perché, attraverso un racconto documentaristico stilisticamente impeccabile, ripercorre la storia di quattro madri straordinarie che, con il loro impegno, la loro determinazione e le loro lunghe battaglie per la pace, hanno determinato un cambiamento della linea politica di Israele e la fine dell’occupazione del Libano meridionale dopo 22 anni. Partendo da una vicenda concreta e singolare, Four Mothers riesce a diventare un racconto emblematico dell’intreccio tra sentimenti privati e dimensione pubblica e politica, in cui l’amore materno si manifesta come forza dirompente capace di agire sulla grande Storia”.

 

MENZIONE SPECIALE WIFTMI – SGUARDI ALTROVE 2021  – “Una menzione al film Souad di Ayten Amin, per la sensibilità e l’empatia che la regista è riuscita a suscitare in questo racconto di formazione che ci svela il faticoso percorso di un gruppo di ragazze e adolescenti alla ricerca di una propria identità. Il film è una rappresentazione attenta e misurata dell’intricata realtà egiziana fatta di tradizione e conservatorismo in rapporto alla contemporaneità e ci ricorda quanto sia difficile oggi essere e diventare donna”.

Tutti i titoli in gara:

  1. SOUAD di Ayten Amin, Egitto/Tunisia/Germania, 2021, 96’, fiction
  2. אימהות  (FOUR MOTHERS) di Rephael Levin e Dana Keidar Levin, Israele, 2020, 79’, documentario – ANTEPRIMA EUROPEA
  3. ALWAYS AMBER di Lia Hietala e Hannah Reinikainen, Svezia, 2020, 76’, documentario
  4. LE TOMBEAU DE L’AMIANTE: CHRONIQUE D’UN DÉSASTRE ANNONCÉ di Marie-Anne Mengeot e Nina Toussaint, Belgio, 2021, 90’, documentario – ANTEPRIMA ITALIANA
  5. СЧАСТЬЕ В КОНВЕРТЕ (LETTERS OF HAPPINESS) di Svetlana Sukhanova, Russia, 2020, 102’, fiction
  6. THE FACE OF VIOLENCE di Kenan Özer ed Esra Açıkgöz, Turchia, 2020, 52’, documentario – ANTEPRIMA ITALIANA
  7. A PRIMEIRA MORTE DE JOANA di Cristiane Oliveira, Brasile/Francia, 2021, 91’, fiction
  8. LES HÉRITIÈRES di Charlotte Diament, Belgio, 2021, 56’, documentario – ANTEPRIMA ITALIANA
  9. ALL EYES OFF ME di Hadas Ben Aroya, Israele, 2021, 90’, fiction – ANTEPRIMA ITALIANA

 

Tutte le trame:

 

ALL EYES OFF METel Aviv, oggi. Danny sta cercando Max durante una festa per annunciargli di essere incinta del suo bambino. Max, tuttavia, ha appena cominciato una nuova relazione con Avishag e vuole realizzare le più recondite fantasie sessuali della ragazza. La sorte, tuttavia, è molto ironica: Avishag sta pensando a un’altra persona.

 

ALWAYS AMBERI diciassettenni Amber e Sebastian rifiutano che la società etichetti il loro genere. Muovendosi in uno spettro di identità fluida, sognano, si divertono e fanno amicizia insieme a persone che la pensano come loro. L’ambiente dei giovani adolescenti queer è tollerante e pieno d’amore, lontano dal giudizio altrui, un luogo in cui tutto sembra possibile. Quando Amber si innamora di Charlie, però, il mondo utopico costruito con Sebastian rischia di cadere in pezzi. Iniziano a emergere i problemi di fiducia e, nel frattempo, Amber deve affrontare il percorso di transizione in solitudine.

 

THE FACE OF VIOLENCE è un documentario che tratta di uno dei più crudeli gesti, l’attacco con l’acido, perpetrato dagli uomini sulle donne per porre fine alla loro “visibilità”, al posto dell’omicidio. “Sciogliendo” il loro “aspetto” pensano di poter prevenire che la loro donna possa essere desiderata da altri. Il documentario mostra come elementi chimici, come l’acido e il nitrico, possano diventare armi pericolose nelle mani degli uomini. Tre donne vittime di attacco con l’acido (una perché voleva il divorzio, un’altra perché non ricambiava il suo aguzzino, la terza perché aveva lasciato l’aggressore) raccontano la loro storia, le difficoltà affrontate e danno voce alle loro richieste.

 

FOUR MOTHERS Israele è un Paese dilaniato dalla guerra con più di 10.000 vittime. Durante gli anni, il popolo si è abituato al concetto del sacrificio. Intere generazioni di madri hanno inviato i propri figli in guerra, senza chiedere troppe spiegazioni. Questo è, infatti, il loro ruolo in questo “gioco”. Il film racconta la storia del primo movimento civile condotto da delle donne che ha sfidato il prevalente status quo nella storia di Israele, quando le madri dei soldati hanno protestato contro la guerra in Libano. Dopo 3 anni di proteste, nel 2000, l’esercito israeliano lasciò il Libano e portò a termine una guerra durata 18 anni in una sola notte. E’ un film sull’innovativa protesta femminile in lotta per la pace. Un movimento femminista che ha ispirato le masse e che è stato capace di porre fine a una guerra.

 

LES HÉRITIÈRESTra ieri e oggi, Les Héritières indaga l’ideologia dell’apertura professata negli anni ‘80 e interrotta dieci anni dopo. Tra le piccole storie di amicizia e la più grande storia del multiculturalismo belga, il film intreccia i viaggi di quattro donne della stessa generazione, le cui identità sono indagate in un contesto politico a dir poco incerto.

 

LETTERS OF HAPPINESSTre storie d’amore e di amicizia, riguardo al perseguire i propri sogni e la connessione fra le generazioni, e di come non tradire se stessi e preservare la propria umanità in ogni situazione. In un’epoca fatta di tecnologia, le persone sono abituate ormai a correre e a fare soldi, dimenticando la cosa più importante fra tutte: se stesse e i loro veri desideri. Crediamo che la felicità risieda nell’avere una nuova macchina o un alto stipendio, quando in verità è tutto molto più semplice: la felicità è celata nell’anima di ognuno di noi, nella capacità di credere nei miracoli, nel fare nuove amicizie, nell’amare, essere coraggiosi, inseguire il proprio sogno. Il film è come se fosse un album di famiglia, che permette di connetterti con il passato, ritornare all’infanzia, pensare all’anima.

 

A PRIMEIRA MORTE DE JOANAFine estate del 2007, Brasile del Sud. Joana, 13 anni, scopre che la prozia Rosa è morta a 70 anni senza aver mai avuto un appuntamento romantico. Incoraggiata dall’amica Carolina, la ragazzina comincia a indagare sul passato di Rosa. Mano a mano che si confronta con i valori della sua comunità, Joana realizza che tutte le donne della sua famiglia hanno un segreto e, nel frattempo, qualcosa dentro di lei, nascosto fino a quel momento, prende forma. Joana si immerge nella propria immaginazione per trovare tutte le risposte, mentre nella piccola città viene costruito un grande impianto eolico.

 

LE TOMBEAU DE L’AMIANTE: CHRONIQUE D’UN DÉSASTRE ANNONCÉGrazie agli archivi dei programmi RTBF (TV belga) datati dal 1977 al 2003, viene messo in evidenza il periodo cruciale dell’utilizzo dell’amianto in Belgio e in Europa. Le industrie sapevano di tutti i rischi, ma i lavoratori li hanno scoperti solamente in seguito alla malattia e alla morte. Gli anni precedenti al divieto dell’amianto sono stati anni in cui le industrie hanno vinto tramite la propaganda, la negazione e la menzogna ai danni dei lavoratori.

 

SOUADZagazig, una cittadina sul delta del Nilo, in Egitto. Souad, una ragazza di 19 anni, conduce una doppia vita: seppure rimanga conservativa e riservata in famiglia e nella società, la ragazza è ossessionata dalla propria immagine sui social media, intraprendendo relazioni virtuali e segrete con diversi uomini.  Souad mente continuamente su di sé, raccontando un’immaginaria quanto desiderata altra vita. Le sue ambizioni, tuttavia, vengono mano a mano abbattute dall’emergere della sua realtà. Una piccola serie di incidenti conduce a un tragico evento che fa sì che Rebab, la piccola sorella di Souad di soli 13 anni, intraprenda un viaggio alla ricerca di risposte.

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