Protagoniste:
Giorgia Priolo

29 Novembre 2021

Le nostre Protagoniste hanno le agende piene e spesso vestono più cappelli. Giorgia Priolo che abbiamo incontrato nelle passate newsletter come giurata WIFTMI per lo Sguardi Altrove Film Festival e come rappresentante della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti nell’appuntamento in Cattolica di ottobre scorso non fa eccezione. Da tempo volevamo sapere di più del suo percorso professionale e abbiamo scoperto una storia che è tutta da raccontare.

 

 

Ciao Giorgia, l’audiovisivo è stata la tua prima scelta come professione?

Sì, per me è si è trattato fin dall’inizio di passione. Di una vera passione cinefila che volevo assolutamente trasformare in professione e per la quale mi offrivo come volontaria sui set, luoghi dove ho potuto incontrare figure di primo piano e imparare moltissimo. Tuttavia non mi era sufficiente e per questo decisi di seguire un corso serale presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, dove oggi insegno. Da qui sono passata a degli stage sui set milanesi, facendo esperienza prima come assistente regia e poi come aiuto regia. In quella fase non avevo idea di che cosa accadesse prima ovvero in fase di sviluppo e quindi decisi di capirne di più ad esempio seguendo corsi di sceneggiatura. Mi sono appassionata e ho scelto di proseguire su questo percorso, affinando le mie competenze attraverso dei programmi MEDIA. Nel frattempo ero entrata in Film Kairòs dove sono poi stata Produttrice Delegata e Responsabile Acquisizioni e Sviluppo Progetti, ruoli che mi hanno dato grandi soddisfazioni. Mi fa piacere ricordare un paio di titoli di quel periodo: Come l’ombra di Marina Spada e Mar Nero di Federico Bondi.

 

 

La curiosità e la passione per il cinema sono chiaramente due costanti del tuo percorso. Sono stata loro a condurti in EDI – Effetti Digitali Italiani? E di che cosa ti occupi esattamente in EDI?

Sicuramente hanno avuto la loro parte. Era più o meno il 2017, si iniziava anche in Italia a scrivere film immaginandoli già con l’utilizzo di veri effetti digitali e Francesco Grisi, il fondatore di EDI, cercava persone per fare sviluppo progetti. Ci siamo conosciuti e capiti. Per lavorare in EDI ho dovuto cambiare i miei punti di riferimento, spostandomi dal mondo del film d’autore a quello di genere. Ed è stato entusiasmante apprendere di nuovo a guardare al mercato.

IN EDI sono Head of Film & Series ovvero Produttrice Delegata e Responsabile dello Sviluppo di Progetti di Film e Serie TV. Mi occupo della ricerca di progetti che uniscano creatività e VFX, come è accaduto con L’isola delle rose o Freaks Out, per i quali abbiamo lavorato. In Italia non è ancora facile trovare progetti di questo tipo e in certi casi scontiamo anche l’incomprensione da parte di chi finanzia il cinema. C’è il paradosso che gli effetti visivi sono invisibili a una certa parte dell’industria. Ad esempio non esiste un Nastro d’Argento per gli Effetti Visivi. Ancor prima che una cultura degli effetti visivi, però manca la curiosità per un settore che non potrà che crescere nei prossimi anni, portando impiego e guadagni fuori dal nostro paese se l’attenzione continuerà a mancare.

 

 

Sei fra le socie fondatrici in WIFTMI e sei una docente, due modi di inter/agire su e con il mondo reale. Quali passioni ti muovono in questi due ambiti?

Non mi sono interessata fin da subito di questioni di genere. Si è trattata di una maturazione e di finalmente vedere, da quando sono madre, che una reale parità non c’è. Allo stesso tempo mi sono resa conto che io per prima con le mie scelte e con il mio ruolo posso fare la differenza. E allora cerco di farla, piccola o grande che sia.

Come docente mi rendo conto di quanto i/le giovani non sappiano e non immaginino ci sia dietro un film. Ed è mio compito allargare l’inquadratura e far scoprire, ad esempio, come il lavoro di produttore o produttrice possa essere appassionante, oltre che fondamentale per la nascita di un contenuto. Chi desidera entrare nel mondo dell’audiovisivo ha oggi molte più opportunità di studio rispetto al passato e questo per me non è che un bene.

 

Grazie Giorgia per aver condiviso le tue passioni! Studiare studiare studiare, non possiamo che essere d’accordo!

 

Abbiamo parlato di Giorgia in: Vincitrici Sguardi Altrove Film Festival e Bilanci di genere: dati e prospettive

 

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