Panel WIFTMI al MIA Market 2021 –
Father, May I? Padre mi è permesso?

30 Ottobre 2021

Lo scorso 15 ottobre la presentazione della Carta di Comportamento Etico per il Settore Audiovisivo creata e promossa da WIFTM Italia è stata accompagnata da un panel fortemente voluto dalle partecipanti e dal MIA Market stesso nella persona della già Direttrice Lucia Milazzotto, alla quale inviamo nuovamente le nostre congratulazioni per il suo nuovo ruolo come responsabile della nuova Direzione Sales and Marketing di Cinecittà Spa.

 

Nel panel intitolato Father, May I? – How Patriarchal Heritage Affects Creativity and Careers in the Audiovisual Industry, avviato con i buoni auspici della Direttrice Milazzotto,di Antonella Barbieri, Direttrice Generale APA  e Francesca Medolago Albani, Segretaria Generale di ANICA e Anica Academy si è puntata la lente di ingrandimento della consapevolezza sulla gabbia culturale nella quale tutte e tutti noi ancora nasciamo.

 

Parliamo della gabbia che a volte non vediamo, ma che spesso ci  soffoca. La gabbia che si basa su un sistema di valori patriarcali e che di conseguenza sfocia in comportamenti, modi di pensare, vivere e lavorare antiquati se non direttamente sessisti, razzisti, classisti, discriminatori verso quanto e quante/i non conformi ai canoni della cosiddetta ‘normalità’. Come purtroppo vediamo e/o subiamo anche nei luoghi dello studio e del  lavoro, con impatti durevoli sulla nostra psiche, persona e percorso professionale. E per questo e per tutti gli input ricevuti nel tempo da testimoni e vittime che abbiamo posto la Carta di Comportamento Etico per il Settore Audiovisivo  Qui il link nelle nostre priorità 2021 e per questo abbiamo voluto presentarla nel luogo dove l’industria audiovisiva italiana si dà appuntamento per crescere creativamente e produttivamente. E noi oggi aggiungiamo un altro avverbio: ETICAMENTE.

 

Di tecniche e strategie per aprire le porte della gabbia, con speranza sempre di smantellarla,   se ne è parlato nel panel attraverso le esperienze personali e professionali di Osnat Bukofzer, Director of International Affairs e coproduction consultant per Israel Cinema Project, Rabinovich Foundation e Presidente di WIFT Israel Qui il link; Luciana d’Ambrosio Marri, sociologa del lavoro, esperta di Diversity & Inclusion Management; Gioia Levi, agente e proprietaria della Carol Levi & Company e in collegamento via Zoom Simonetta Dellomonaco, Presidente dell’Apulia Film Commission. Ha moderato Domizia De Rosa, Presidente, WIFTM Italia.

 

Il confronto fra le diverse esperienze e i diversi modi nei quali le panelist hanno visto e sfidato la cultura della propria famiglia, del proprio gruppo sociale, della propria religione  e del proprio paese hanno composto un quadro ricco e variegato che ci ha indicato come chiave del cambiamento il guardare per prima cosa dentro a noi stesse/i eil  lavorare sulla propria autoconsapevolezza. Allo stesso tempo, se fino ad oggi la gabbia è stata aperta per lo più dall’interno, noi per prime/i possiamo essere agenti di liberazione, nel NON trasmettere con il nostro DNA e con il nostro esempio strutture culturali che possono e devono essere destrutturate e abbandonate. Il cambiamento deve essere prima interiore per poter agire sull’esterno.

 

Dalla costola di Adamo di un famoso testo concepito evidentemente da menti maschili al personale è sempre e ancora politico e all’importanza che hanno le donne in luoghi di potere decisionale per accelerare il cambiamento nelle riflessioni di Bukofzer, dall’esempio sempre fondante ma spesso non meditato dato dalle proprie madri all’esempio volutamente consapevole da dare oggi per non ingabbiare noi i futuri uomini in una cultura di dominazione e violenza nell’analisi di Levi, dalla scoperta dell’autosabotaggio causato dal patriarcato nella nostra testa ma anche della forza che è in noi per cambiare e per  arrivare ad una nuova narrazione di noi stesse/i e quindi a un reale empowerment di Dellomonaco, dal senso di colpa cattolico (ma non solo) che influenza le nostre scelte e influisce sul nostro benessere al riconoscere a noi stesse/i la possibilità di affrontare le nostre prigioni interiori al rapporto con il potere, la responsabilità e il preconcetto del coraggio ‘sacrificale’ femminile di d’Ambrosio Marri, il tema del poter fare e poter essere e quindi del rapporto con il potere e soprattutto a quale potere pensiamo quando si parla di potere è stato il fil rouge degli interventi.

 

Da un panel così ricco come già prometteva il titolo sono arrivati molteplici spunti di riflessione e approfondimento. Ne scegliamo uno di peso: riconoscersi l’autorevolezza interiore a pretendere il potere e non a chiederlo (d’Ambrosio Marri). Da dove iniziare? Ad esempio dal non farsi interrompere quando si parla in una riunione.

 

Lungo o breve che sia il processo, da quelle gabbie usciremo. Sta a noi iniziare la liberazione.

 

La registrazione dell’evento è disponibile QUI per gli/le accreditati/e al MIA Market.

Un grazie speciale a Kissy Dugan  per il supporto tecnico! Leggi di più

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