Maid

30 Ottobre 2021

Maid è una miniserie creata da Molly Smith Metzler che ha debuttato su Netflix il 1º ottobre 2021. E’ ispirata alla storia vera di Stephanie Land, raccontata nel suo libro di memorie Donna delle pulizie. Lavoro duro, paga bassa e la volontà di sopravvivere di una madre. La creatrice della serie, nonché autrice della celebre serie Orange Is The New Black, ha trovato l’ispirazione proprio tra le pagine del libro di Stephanie Land che, grazie ad una recensione sul New York Times, nel 2019 ha conquistato il terzo posto nella classifica dei migliori saggi negli USA.

 

Racconta la storia della venticinquenne Alex, qui interpretata dalla magnetica Margaret Qualley e di sua figlia Maddy, di due anni (la piccola Rylea Nevaeh Whittet).

 

Scampata all’ennesima aggressione verbale e a un pugno finito per il momento sul muro da parte del padre di sua figlia, Abby prende la macchina e scappa.

 

Abby è però senza soldi e completamente sola. Assistiamo ai suoi pellegrinaggi alla ricerca di un posto in cui stare con la figlia. Scopriamo così del suo rapporto burrascoso con la madre Paula (Andie MacDowell), un’eccentrica artista che vive in un campo roulotte, e quello inesistente col padre Hank (Billy Burke).

 

Dopo aver ricevuto un’ingiunzione del tribunale da parte di Sean (Nick Robinson), padre di Maddy e suo ex compagno, per l’affidamento esclusivo della bambina, Alex si rivolge ai servizi sociali e a quelli per le donne vittime di violenza, per capire come fronteggiare il problema e riuscire a ripartire. Maid, nel corso delle sue dieci puntate, ci mostra il percorso che Alex compie per riprendersi la sua vita, a partire da un lavoro che le consenta indipendenza economica e garanzie di affidabilità per la legge.

 

Durante l’intera serie tv, alla destra dello schermo, ci è permesso vedere il portafoglio di Alex e, insieme a lei, tenere i conti dei suoi risparmi: mentre all’inizio le spese per l’asilo, l’appartamento e il cibo superano di gran lunga i guadagni, alla fine riuscirà a mettere da parte i soldi necessari per imboccare la strada dei suoi sogni, verso il college in Montana, dove studierà per diventare scrittrice e crescerà la sua piccola Maddy in un luogo lontano da violenze, sofferenze e muri pieni di muffa nera.

 

Margaret Qualley e Andie MacDowell sono figlia e madre nella finzione, ma anche nella realtà .

Due donne molto diverse ma entrambe assai reali, nuove icone di una bellezza dal volto umano e naturale.

 

Maid è una storia di moderna povertà. Alex conta ogni giorno come dividere i pochi dollari che ha in tasca. Le poche ore che una piccola agenzia di pulizie le assegna, la portano in case di ricche famiglie con panorami mozzafiato sulle insenature tra Seattle e la baia di Vancouver. A volte le toccano anche case occupate da senzatetto e ridotte in condizioni igieniche oltre ogni limite. Lei pulisce, mette in ordine, trova il giusto posto alle cose. L’agenzia le mette a disposizione un aspirapolvere e niente più, il resto, la benzina, i detersivi e le attrezzature, è tutto a suo carico. Un lavoro durissimo e sottopagato.

 

Alex deve lottare contro l’intero sistema burocratico che gestisce i sostegni economici alle ragazze come lei. Senza un lavoro non può avere una casa, senza una casa non può avere un posto all’asilo per la figlia, senza asilo per la bambina non può lavorare.

 

Affronta la sua difficile vita con una serenità che lascia sconcertati. La storia di miseria e soprusi sembra non riguardarla. In realtà Alex fa di tutto per uscirne, ha studiato e vorrebbe lavorare sulle sue qualità di scrittrice e il suo sogno segreto è di ottenere una borsa di studio per il college. Mentre prende coscienza della sua situazione riaffiorano i ricordi di quando anche la madre dovette subire lo stesso trattamento dal marito, un uomo solo apparentemente normale, che lei continua a respingere come padre e come nonno.

Non è una storia di violenza, ma è, se possibile, ancora peggio. Perché la violenza di cui si parla è quella che si manifesta attraverso quella sottile atmosfera di normalità che tende a colpevolizzare Alex di ogni cosa, a ridurre a zero la sua volontà di indipendenza. La sua disponibilità e la sua delicatezza sono ricambiate dalla durezza e dal disprezzo di tutti coloro che la circondano.

 

Maid è una serie che racconta la violenza sulle donne affidandosi a una storia che ne esamina i diversi risvolti fisici e psicologici: salute mentale, alcolismo, povertà, solitudine vengono però stemperate da struggenti parentesi di tenerezza e dalla straordinaria performance dei suoi protagonisti. È una storia che si fonda su pochi ma chiari principi, ma è anche un racconto di quotidiana sofferenza, che scompare solo quando Alex fa la mamma, nei pochi felici momenti in cui resta sola con la figlia.

 

Una storia triste e di incomprensione, certo, ma anche di resistenza e di riscatto. È una storia al femminile in cui possono purtroppo riconoscersi molte donne. Forse la ragione principale del suo successo.

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