La donna del mese:
Emma Stone
La ragazza prodigio
che ama le antieroine

29 Giugno 2021

Di Claudia Catalli

 

Si fa presto a interpretare un’eroina, magari romantica e piena di buoni sentimenti, oppure una supereroina, fiera di cambiare e salvare il mondo.

Ma provateci voi a rendere tridimensionali, credibili e umane le antieroine, quei personaggi detestabili più comunemente definite “str**e”, in francese s’intende.

 

Bene, Emma Stone ha un master in questo tipo di personaggi. Lo ha appena dimostrato con Crudelia, in cui interpreta una stilista visionaria, anarchica e ribelle quanto basta per mettersi contro la sua perfida capa, fino a diventare più crudele di lei. Da Estella a Cruella il passo può essere breve, se brucia dentro un’ingiustizia clamorosa e cresce una sete di riscatto e di vendetta altrettanto forte, sembra dire il film Disney di cui è convinta protagonista. La sua Cruella / Crudelia è un’artista psicotica e geniale, una figlia distrutta dalla mancanza di sua mamma, un’amica sincera e una ragazza decisa a reclamare il suo posto nel mondo, passando per un duello generazionale all’ultimo sangue.

 

Da poco uscito nelle sale, va forte per più motivi, non ultima l’alchimia tra lei ed Emma Thompson, quest’ultima versione incubo di Meryl Streep in Il Diavolo veste Prada. Abituata a convincere critica e pubblico con le donne anche spiacevoli che porta sullo schermo (ne La Favorita era una cameriera diabolica e spregiudicata che tentava in tutti i modi – lenzuola comprese – di ingraziarsi la Regina Anna di Inghilterra / Olivia Colman), Emma Stone colpisce puntualmente per il suo talento da ex bambina prodigio cresciuta sotto i riflettori, con un Oscar nel cassetto – vinto grazie a La La Land – e un giusto stipendio da capogiro (secondo la rivista Forbes oltre 26 milioni di dollari a film).

 

Ora, direste che una diva del suo livello sia anche portatrice sana di valori come sorellanza, condivisione, collaborazione tra attrici? Ebbene, ogni volta che ho intervistato Emma Stone mi ha sorpreso proprio per la sua voglia di parlare, più che di sé, delle colleghe.

 

Di Rachel Weisz e Olivia Colman, ad esempio, una volta mi disse “Che donne meravigliose! Non sarò mai grata abbastanza per averle incontrate. Lavorare con loro non sembra neanche lavorare. Erano le mie donne ideali e ora siamo anche diventate care amiche. Io credo molto nella sorellanza, non sono competitiva con le altre, mi piace fare squadra”.

 

Ha imparato negli anni a lasciare da parte competizione e rivalità: “Quand’ero piccola ero ambiziosa, forse perché ho lasciato tutto, la scuola, i miei amici, il mio quartiere, per fare questo mestiere. A 15 anni mi sono trasferita con mia madre dall’Arizona a Los Angeles, i set avevano ormai sostituito i banchi di scuola. Non so dirle se sia stato un sacrificio, io non lo vivevo come tale, anzi quando realizzavo che non dovevo aprire i libri come gli altri miei coetanei mi dicevo: ‘Che figata!’.

 

Adesso la penso diversamente, probabilmente avrei dovuto continuare a studiare, nel frattempo però ho imparato a gestire l’ambizione. Oggi posso dire di aver trovato un equilibrio”.

 

Equilibrio che non ha mai spazzato via quella voce interiore, comune a molte donne e non solo, di non essere mai veramente all’altezza. “Continuo a imparare tutti i giorni da tutto, sperando sempre di fare meglio, di crescere come attrice e come donna.  Negli anni ho imparato ad essere una guerriera e affrontare la vita con le sue luci e le sue ombre. Ci sono momenti bui con cui tutti ci confrontiamo, che non puoi immaginare fin quando non ti capitano. E’ come se qualcosa dentro di te si rompesse. E’ doloroso, ma non c’è molto da fare: bisogna imparare a gestire l’emotività. Bisogna allenarsi a vivere”.

 

 

 

Claudia è una scrittrice e una giornalista che non potrebbe mai vivere senza il cinema (ma anche i libri, le mostre, i concerti e così via). Collabora con numerose testate nazionali e finora ha scritto un libro (Metamorfosi), ideato una miniserie (Anna quella che non sei), realizzato format culturali per radio e tv (My Studio, CineCocktail) e creato un podcast (Back to the Cinema, su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts etc). Domani chissà. Il suo motto è: “Non scrivere né per te, né per gli altri, né per l’oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto”.

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