La Direttrice

29 Settembre 2021

La Direttrice (The Chair) è una miniserie in 6 episodi da 30 minuti, in streaming su Netflix dal 20 agosto, che racconta la storia della prima donna asiatica a dirigere la facoltà d’inglese della Pembroke University la quale, come si siede sulla chair (che significa sedia ma è anche il termine con cui si denomina la direttrice), del suo nuovo incarico, la sedia crolla. Un presagio di quello che sta per succedere? Sicuramente!

 

E’ una serie tutta al femminile: è il primo lavoro di Amanda Peet (attrice che ricorderete sicuramente per serie come Dirty John e Togetherness) come sceneggiatrice, produttrice esecutiva e showrunner insieme ad Annie Julia Wyman e può contare su una protagonista d’eccezione: la bravissima Sandra Oh, già star di Killing Eve e indimenticata Cristina Yang di Grey’s Anatomy.

 

Sandra Oh interpreta la dottoressa Ji-Yoon Kim, una professoressa che diventa capo della facoltà di inglese di un’università fittizia che sembra essere importante quanto quelle della famosa Ivy League statunitense. Ji-Yoon si ritrova ad affrontare una serie di sfide uniche come prima donna a capo del dipartimento, nonché una dei pochi collaboratori non bianchi dell’università.

 

È una satira intelligente del mondo universitario, che analizza le difficoltà nell’ambiente dal punto di vista di una docente e soprattutto una mamma single in carriera. Affronta temi come l’identità culturale, l’ipocrisia del sistema accademico americano e gli sforzi per renderlo più moderno. Si confronta

 

La direttrice denuncia e mette in mostra brillantemente le piaghe dell’ambiente universitario d’eccellenza americano che poi non sono così diverse dagli altri ambienti in molte parti del mondo: il sessismo e la disparità salariale, le metodologie didattiche talvolta superate, gli eccessi del politicamente corretto e i paradossi di un sistema che non sempre premia i più meritevoli.

 

In questo modo la serie affronta con intelligenza la questione della disuguaglianza di genere nel panorama lavorativo, anche negli ambienti più colti e illuminati.

 

È facile immedesimarsi con lei e sentirsi coinvolti, specialmente se si fa parte della nutrita comunità delle donne professioniste di mezza età alle prese con il maschilismo dell’ambiente di lavoro. Molto significativo in questo senso, l’incontro con il rettore che mette la sua professionalità in discussione insinuando una relazione con un collega.

 

La dottoressa Ji-Yoon Kim non è la sola a subire trattamenti sfavorevoli per il solo fatto di essere donna. Un altro personaggio chiave della serie è Joan Hambling , attempata medievalista il cui ufficio è stato traslocato in un tugurio: a parità di anzianità e più in gamba dei suoi coetanei, guadagna meno e subisce più angherie dei colleghi uomini. E’ sarcastica, provocatoria e disinibita e con la sua vitalità si erge sopra le ammuffite carampane della facoltà. Interpretata dalla 78enne attrice e attivista gay Holland Taylor (The Practice), trasmette efficacemente tramite il suo sfacciato e sensibile personaggio l’amarezza di chi ha tollerato innumerevoli discriminazioni sessiste e l’impotenza di una donna forte che, complici i tempi, non ha potuto imporsi nel mondo accademico.

 

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