Facciamoci sentire – Cinema e diritti delle donne

28 Marzo 2021

di Claudia Catalli

 

“Ci siamo adoperate pacificamente per ottenere il diritto di voto, ci hanno derise, picchiate e ignorate (…) Lottiamo perché un giorno ogni bambina venuta al mondo possa avere le stesse occasioni che hanno i tuoi fratelli. Non sottovalutate mai il potere che abbiamo noi donne di essere artefici del nostro destino, noi non vogliamo violare la legge, noi vogliamo fare la legge”. Queste parole sono tratte da uno dei monologhi più incisivi del film Suffragette, tutto incentrato – come il titolo suggerisce – su quelle donne che hanno fatto la storia lottando per far valere i loro diritti. Da ieri a oggi, la Giornata internazionale dei diritti delle donne da poco trascorsa è stata un’occasione preziosa per riflettere su quanto ci sia ancora da lavorare – tutte e tutti, come comunità e organismo sociale – per valorizzare appieno le donne, tutelarne i diritti e farli valere.

 

Utilizzo volentieri questo spazio per consigliarvi quei film che meglio raccontano e più si interrogano sui diritti ancora da conquistare per molte, troppe donne. Nel podcast Back to the Cinema ho dedicato un’intera puntata ad approfondire questo tema (https://spoti.fi/3cIFIX1), qui mi limiterò a suggerirvi tre titoli che non potete perdervi, tutti perfettamente visionabili online sulle piattaforme digitali (come Google Play, Tim Vision, Apple ITune, Rakuten Tv, Chili, You Tube etc).

 

Quando si parla di diritti al cinema è difficile non partire dai Fratelli Dardenne, due dei registi che a livello internazionale più si battono sul fronte dei diritti negati. Mi piace parlarvi di un loro film che vede Marion Cotillard come protagonista, in quella che a oggi per me è la sua performance più riuscita. Umana, sofferta, sincera. Parliamo di Due giorni e una notte, sulla battaglia personale di una donna per recuperare il proprio lavoro: Marion Cotillard presta corpo e anima a un’operaia che torna dopo una fase di malattia e scopre che ai suoi colleghi è stato affidato un bonus di mille euro perché non si oppongano al suo licenziamento. Un film tosto, eppure memorabile nel descrivere appieno la fatica e la frustrazione di una donna sola, di una lavoratrice che non si arrende. Malata di depressione, cerca ogni giorno di lottare contro chi, per questioni di necessità più che di opportunismo, rischia di cedere al ricatto economico. Una storia di grande dignità, che vi consiglio di recuperare.

 

Parlando di donne che lottano per i loro diritti non possiamo non pensare al sopracitato Suffragette, le cui interpreti non hanno bisogno di presentazioni: Meryl Streep, Helena Bonham-Carter e Carey Mulligan. Un film dal grande impatto emotivo su quelle donne, ribelli loro malgrado, che hanno fatto la storia dei diritti civili. Hanno lottato e manifestato per tutte quelle donne che hanno subito ingiustizie, discriminazioni, soprusi politici e sociali.

 

In un salto temporale deciso verso la contemporaneità, passiamo a quelle società e quei paesi in cui i diritti sono negati ancora a moltissime donne. Conoscete tutte la storia dell’attivista pakistana Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. Ebbene Malala è un film biografico che ha il merito di raccontare la storia, potente, di una bambina che grazie alla sua insegnante capisce che la cultura può veramente cambiare il mondo. Ha saputo denunciare l’oscurantismo dei talebani nei confronti delle donne a cui l’istruzione viene negata e, nel sottolineare l’importanza di esprimersi, ha evidenziato il silenzio assordante che opprime ancora oggi intere comunità. Quelle in cui alle donne non è concesso studiare, istruirsi, far sentire la propria voce. Facciamoci sentire.

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