Confessioni di una videogiocatrice: videogiochi? Ma che sei matta?

29 Maggio 2021

Il 5 maggio si è svolto l’evento online nato dalla collaborazione con l’associazione Women in Games sul tema “Eroine, giocatrici, professioniste  – Videogioco e inclusione”. Abbiamo condiviso dati del settore videogames, opinioni e punti di vista con le addette ai lavori e soprattutto affrontato argomenti legati allo stereotipo donna/videogames, non solo come personaggi e player ma anche dal punto di vista delle professioniste di questo mondo.

Trovate il video dell’evento sul nostro canale YouTube: Qui il link

A seguire l’evento c’era anche una nostro socia molto attenta…

 

 

di Angela Telesca

 

Mi considero veramente una utente pioniera dei videogiochi. Nel 2002 ero una mamma relativamente giovane di due maschietti e in casa si stava affacciando questa nuova console di videogiochi (la Playstation 2).

Con i miei figli mi intrattenevo pigramente con i primi giochi arcade, per poi scoprire che mi piacevano molto le avventure “punta e clicca” su PC, dove venivo trasportata nell’avventura del gioco seguendo la trama della storia.

 

Mi sentivo un pesce fuor d’acqua.

 

Mi confrontavo con altre mamme o colleghe coetanee e mi sentivo davvero fuori luogo, quegli aggeggi non erano un hobby da mamma e in generale da donna e quindi raccontare di questa mia passione mi metteva veramente a disagio.

 

Nel 2003 mi imbatto nel primo gioco di virtual reality, il capostipite dei social moderni, si chiamava Sims Online e potevi crearti un avatar ed intrattenerti in giochi o attività con altri utenti, per lo più americani. Ho capito che l’aspetto che mi piaceva del gioco era l’interazione all’interno di una simulazione ed è lì che mi sono avvicinata ai primi MMORP (massive multiplayer online role-playing) ovvero mondi di gioco online popolati da utenti reali che vestono i panni di personaggi di fantasia e collaborano per avanzare nel gioco in squadre piccole o grandi, nella maggior parte dei casi combattendo contro mondi “nemici”.

 

Chiaramente con gli anni il panorama è notevolmente cambiato e per fortuna ci siamo affrancati dallo stereotipo di videogioco = roba da maschi. Basti pensare che dalla ricerca IIDEA condotta nel 2020 emerge che in Italia il 44% dei videogiocatori è donna (*). Le aziende del settore hanno intelligentemente investito per attrarre anche il pubblico femminile e continuano a farlo in maniera sempre più segmentante, anche in base alle diverse piattaforme di gioco.

 

Il 2020 è stato un anno importante da questo punto di vista e dalla ricerca presentata dalla Women in Games si intuisce quanto questo mondo sia sempre più attrattivo per il pubblico femminile come utenti finali ma anche come addetti ai lavori.

 

E finalmente non sono più un’eccezione.

 

Angela Telesca vive a Roma ed è socia di WIFTM Italia dal gennaio 2021. Ha un’esperienza pluriennale nel marketing in Warner Bros prima e successivamente in Universal Pictures Italia nel comparto dell’home entertainment. E’ fotografa freelance specializzata in food / product advertising / ritratto.

 

(*) Fonte: Italian Interactive Digital Entertainment Association

 

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